Brabham BT55, bellissima e perdente 

Brabham BT55 

Stagione 1986. Arriva la Brabham BT55. È una monoposto estrema ed innovativa, ma si rivela una vettura che creerà molti problemi alla squadra di Bernie Ecclestone. Nonostante gli ingenti investimenti messi in atto, non ottenne i risultati sperati. Si rivelò, infatti, una macchina poco veloce ed inaffidabile, capace di ottenere appena due punti iridati. 

Il geniale sudafricano Gordon Murray progetta una monoposto totalmente nuova rispetto alle precedenti. Il pilota deve guidare in una posizione quasi sdraiata inserito in un telaio molto basso, largo e lungo, tanto che la monoposto viene subito soprannominata “sogliola”. È il primo telaio di Murray completamente in carbonio. Idealmente una monoposto così bassa doveva favorire i flussi aerodinamici e la penetrazione e Murray costringe Paul Roche27 della BMW a riprogettare parzialmente il quattro cilindri turbo che viene inclinato di 72° su un fianco, per essere installato sulla vettura.

La modifica, rispetto alle monoposto precedenti, consente di pulire i flussi d’aria nella parte posteriore ed avere maggiori valori di deportanza. Per fare spazio al pilota sdraiato ed ai vari accessori del propulsore turbo, nonché al serbatoio del carburante, la monoposto è molto lunga rispetto alle altre in gara. 

Un’altra novità assoluta è il cambio: Weissman a 7 rapporti (le altre hanno 5 marce). Il volante è inclinato quasi come su un kart, per consentire la posizione sdraiata del pilota, le cui spalle restano quasi del tutto esposte.