Scafati. Buco economico di 200mila euro, ecco perchè

Scafati.Il danno per l’amministrazione costerà poco meno di 200 mila euro per effetto del decreto ingiuntivo

Scafati comune
Scafati comune

Scafati. Buco economico di 200mila euro, ecco perchè

Spreco da duecento mila euro per il comune di Scafati, una fattura della corrente elettrica pagata nel 2009 finisce in un decreto ingiuntivo e dopo quasi quindici anni crea il buco a palazzo Mayer. Un vero e proprio susseguirsi di errori da parte degli uffici comunali in tutti questi anni hanno fatto passare in sordina una richiesta di risarcimento molto importante per fatturazioni saldate in ritardo. Il caso è stato sollevato negli scorsi giorni, quando un commissario ad acta sulla vicenda ha appurato la nuova transazione da parte del comune di Scafati al termine del percorso giudiziario del decreto ingiuntivo. L’argomento è stato affrontato ieri pomeriggio in commissione Garanzia, visto che tra i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione la notizia ha subito scaturito dubbi di parte. L’assemblea presieduta dal consigliere comunale Pasquale Vitiello ha avuto modo di appurare che il procedimento si rifà a bollettazioni pagate con ritardo nel 2009 per un totale di circa 90 mila euro.

Il disguido

All’atto del pagamento ai tempi sembra però esser mancata qualche comunicazione di parte, tant’è che nel 2013 la società addetta alla riscossione della bollettazione ha agito attraverso un decreto ingiuntivo, che non ha mai trovato opposizione da parte dell’ente. Si arriva così al 2020, anno nel quale dopo ricorso al Tar viene nominato un Commissario ad Acta sulla vicenda visto la continua assenza istituzionale scafatese.

Il resoconto

L’arrivo di una figura ad hoc all’interno degli uffici comunali avrebbe così finalmente dato conoscenza della situazione agli uffici, che avrebbero comunicato il pagamento ai tempi della bollettazione ma fuori da ogni termine temporale. Il danno per l’amministrazione costerà poco meno di 200 mila euro per effetto del decreto ingiuntivo, arrivando così a pagare la bollettazione in oggetto dai 90 mila euro originari a quasi 300 mila. «Uno spreco di denaro pubblico che vogliamo evitare» assicura Pasquale Vitiello.

Alfonso Romano