Scafati. Tributi: è caccia ai morosi per oltre 6 milioni di euro
Il comune di Scafati approva l’elenco degli avvisi di accertamento Tari dal 2017 al 2022: l’obiettivo è recuperare quasi sei milioni di euro. Un altro inizio di anno coincide in città con l’invio delle cartelle nelle case di cattivi pagatori e dichiaranti: caccia a una liquidazione vitale per le casse municipali. In giorni così concitati dal punto di visto politico sul famigerato argomento del piano di riequilibrio decennale, Palazzo Mayer avanza su uno dei punti più sollecitati dalla Corte dei Conti negli ultimi anni.
Il Comune infatti ha una tendenza, raccontata proprio dall’ultima relazione del magistrato superiore dell’ente di controllo, di circa il 17 per cento di riscossione di crediti attivi residui. In poche parole, meno di un quinto delle somme che non si riescono a recepire anno per anno, con buchi milionari nelle casse del Municipio. L’ultima determina dirigenziale ha provveduto in questo senso a relazionare sulla lista di avvisi di accertamento sia per omessa e infedele dichiarazione, sia per problemi di versamento vari. Si arrivano così a contare rispettivamente 834 e 5.091 pratiche da inviare nei prossimi mesi nelle case degli scafatesi, per un credito di dubbia esigibilità pari a 5,97 milioni di euro.
Una cifra “monstre”
Cifra “monstre” che al momento viene rappresentato a bilancio come in entrata, seppur con tutte le insicurezze del caso. Ciò che però salta subito all’occhio è l’imponenza della quantità di avvisi che verranno notificati unicamente per la Tari del 2018, per un numero totale che supera le 5mila unità: oltre la media di un cittadino su dieci sul territorio comunale e di una famiglia su quattro. Per l’amministrazione comunale si tratta di una manovra “lacrime e sangue” unicamente per il rispetto del piano di riequilibrio pluriennale, perché più volte negli ultimi mesi il sindaco Pasquale Aliberti ha espresso profonde critiche sul servizio dei rifiuti nel territorio scafatese negli scorsi anni. Un atto dirigenziale, quindi, adottato in attesa di «un’esternalizzazione del servizio tributi – dice Aliberti – che deve portarci ad avere un Comune capace di incassare e interloquire con i cittadini con il garbo dovuto».
Alfonso Romano






















