Sarno. Parco Regionale: si pensa al rilancio dell’Oasi del Voscone

L’importante area verde, vittima anche di atti vandalici nell’ultimo anno, entrerà a tutti gli effetti a far parte del patrimonio di palazzo San Francesco

Sarno. Oasi del Voscone - Agro24
Sarno. Oasi del Voscone - Agro24
Sarno. Parco Regionale: si pensa al rilancio dell’Oasi del Voscone

Il Parco Regionale del Fiume Sarno pronto a consegnare l’Oasi del Voscone al comune di Sarno per una nuova politica di rilancio naturalistico. L’importante area verde, vittima anche di atti vandalici nell’ultimo anno, entrerà a tutti gli effetti a far parte del patrimonio di palazzo San Francesco, che immagina già riqualificazione e una strategia di affidamento.

L’area pedemontana

Il versante pedemontano sarnese rappresenta con le sue aree un polmone verde importantissimo per tutta la Regione, e continuano in questo senso le iniziative di rilancio di un patrimonio naturalistico da preservare. L’ente parco guidato da Antonio Crescenzo dovrebbe nelle prossime settimane essere promotore di un passaggio di proprietà del bene che forma l’Oasi del Voscone, trasportando così l’area ufficialmente dal patrimonio regionale a quello comunale. Un passo avanti importante come spiegato dall’assessore delegato Antonio D’Angelo, anche vista la necessità di cura e attenzione di un sito che nel 2020 ha dovuto subire un incendio e nell’ottobre 2023 un vero e proprio attacco vandalico all’interno del parco. Brutte immagini di inciviltà e degrado sociale che saranno ben presto sostituite da manutenzione e progetti partecipativi.

Oasi nel patrimonio comunale

«Siamo pronti a inserire nel nostro patrimonio un’oasi che rappresenta come tutta la fascia pedemontana un tesoro naturalistico e paesaggistico incredibile e da difendere» ha ribadito D’Angelo. Quest’ultimo immagina anche le prime iniziative da mettere in campo: «In primo luogo avanzeremo degli interventi di manutenzione al parco quanto mai necessarie, dopodiché ragioneremo di un eventuale affidamento a qualche organizzazione in una prospettiva di costruzione di un nuovo percorso naturalistico, in linea con il primo percorso del Saretto costruito negli ultimi anni con le associazioni di parte».

Alfonso Romano