Scafati. Nomina ACSE di Marra scoppia la polemica politica

Scafati. Nomina ACSE di Marra scoppia la polemica politica. Aliberti finisce nel mirino

Scafati Bagarre ACSE tra Aliberti e Grimaldi - agro24
Scafati Bagarre ACSE tra Aliberti e Grimaldi - agro24
Scafati. Nomina ACSE di Marra scoppia la polemica politica. Aliberti finisce nel mirino

Scafati. La gestione politica della società partecipata dei rifiuti del comune di Scafati, la Acse S.p.A., nel mirino dell’opposizione. Il consigliere comunale Michele Grimaldi presenterà nel prossimo Consiglio comunale un’interpellanza per chiarire alcune decisioni adottate dal sindaco Pasquale Aliberti, che nonostante le osservazioni della Corte dei Conti ha deciso negli scorsi mesi di nominare all’Acse un consiglio d’amministrazione, ritagliando per l’ex amministratore unico Giovanni Marra il ruolo di consulente esterno.

Azione preventiva

L’operazione “Scafati Pulita” voluta da palazzo Mayer continua, ma deve fare i conti con le minoranze, che denunciano uno spreco di fondi pubblici. «Le strade della città continuano a essere luride e la raccolta differenziata è ferma al 60%, uno dei dati più bassi della regione Campania. Non c’è più nessuna traccia dei fondi annunciati – circa 700mila euro – per potenziare i lavori di spazzamento», spiegano Grimaldi insieme al consigliere Francesco Velardo e altre sigle politiche, dal Pd passando per Sinistra Italiana e Per Scafati.

L’accusa

«Insomma – aggiunge – per Aliberti e la sua maggioranza l’Acse e il ciclo della raccolta dei rifiuti servono solo a garantire nomine e interessi sparsi, non certo a tutelare l’ambiente ed il decoro della città». Nell’interpellanza è contenuto anche il passaggio sulla delega del sindaco nei confronti del consigliere Luigi Cavallaro in occasione della nomina del consiglio d’amministrazione, che secondo l’esponente Dem potrebbe essere macchiata dalla violazione di principi di compatibilità e conferibilità del compito assegnato.

La replica di Aliberti

Non manca la risposta del sindaco Aliberti: «La città deve essere più pulita: è uno dei miei principali obiettivi e per farlo abbiamo di una gestione del ciclo integrato dei rifiuti che sia attenta, professionale e di conoscenza del territorio. È per questo che, come da statuto e con un risparmio notevole sui compensi del passato, ho voluto si ricostituisse il vecchio CdA, con persone che per capacità, per esperienza e per aver condiviso anche la mia visione degli obiettivi, godono di tutta la mia fiducia ». Aliberti difende anche l’ex Marra: «Nell’ambito dello stesso statuto era prevista anche la nomina di un direttore a cui affidare funzioni: una persona che avesse già esperienza della gestione della società che prevalentemente si occupa di rifiuti».

Alfonso Romano