Monitoraggio della qualità dell’aria post incendio ad Angri: rapporto preliminare dell’Arpa Campania

Il Laboratorio regionale Amianto dell’Arpa Campania ha emesso i rapporti di prova relativi al monitoraggio dell'aria dopo l'incendio

Monitoraggio della qualità dell'aria post incendio ad Angri - Agro24
Monitoraggio della qualità dell'aria post incendio ad Angri - Agro24
Monitoraggio della qualità dell’aria dopo l’incendio ad Angri: rapporto preliminare dell’Arpa Campania

Il Laboratorio regionale Amianto dell’Arpa Campania ha emesso i rapporti di prova relativi al monitoraggio dell’aria dopo l’incendio che ha colpito Angri nelle prime ore del 11 aprile. Secondo tali rapporti, sono state conteggiate poche fibre aerodisperse regolamentate, con valori inferiori ai limiti indicativi di inquinamento.

Comunque precauzioni

Nonostante non siano presenti limiti normativi specifici per il caso in esame, si è sottolineato che i valori riscontrati sono inferiori ai limiti di 20 fibre per litro e 1 fibra per litro, indicati come soglia di inquinamento attivo e accettabilità del rischio rispettivamente. Nel frattempo, il dipartimento di Salerno dell’Arpa Campania è intervenuto sul luogo dell’incendio per valutare le conseguenze ambientali dell’evento. Si è osservato che la struttura interessata dall’incendio è ora adibita a deposito di merci di varia tipologia, tra cui materiale plastico, carta, e detersivi. Essendo sconosciuta la tipologia dei materiali combusti, i tecnici dell’Agenzia hanno attivato campionatori per una verifica estesa della qualità dell’aria, includendo tutti i parametri traccianti dei prodotti di combustione, comprese le concentrazioni di diossine e furani.

Le indicazioni

Il personale Arpac ha fornito alle autorità locali indicazioni per limitare le conseguenze ambientali dell’evento e ha gestito la raccolta e lo smaltimento delle acque di spegnimento. Gli esiti degli accertamenti in corso saranno diffusi non appena disponibili, mentre il monitoraggio della zona e le attività di campionamento proseguono per garantire la sicurezza e la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.