Pagani, reparto di oncologia ancora chiuso ad una settimana dall’inaugurazione 

Il reparto, dotato di 8 posti letto, era stato progettato per offrire diagnosi, trattamenti e assistenza di ogni genere ai pazienti oncologici

Pagani Ospedale Andrea Tortora
Pagani Ospedale Andrea Tortora

Apertura ritardata: reparto di oncologia del Tortora di Pagani ancora chiuso dopo una settimana dall’inaugurazione

Il Reparto di Oncologia dell’Ospedale Tortora di Pagani, tanto atteso e inaugurato solamente una settimana fa, ha già chiuso i battenti. Il motivo? Una carenza di personale che ha reso impossibile garantire i servizi necessari. La riapertura è stata programmata per il prossimo mese di maggio. Tempi necessari, questi, come si legge su La Città di Salerno, per consentire il trasferimento di arredi e apparecchiature, ma anche per la riorganizzazione dei turni. A spiegarlo è il primario Giuseppe di Lorenzo, anch’egli presente alla cerimonia di inaugurazione, tenutasi una settimana fa e presieduta dal governatore Vincenzo De Luca.

Il Direttore Generale dell’ASL Salerno, ing. Gennaro Sosto, aveva accolto con gioia e speranza l’apertura del nuovo reparto; così come anche il Direttore Sanitario Asl Salerno, Primo Sergianne, dal direttore amministrativo dell’Asl Salerno, Perito Germano. Senza dimenticare l’entusiasmo del personale tutto e il sindaco Alfonso Maria De Prisco.

Tuttavia, la carenza di personale ha reso impossibile mantenere attivo il reparto, costringendo le autorità a prendere la difficile decisione di chiuderlo temporaneamente.

Questo ritardo nella riapertura rappresenta un duro colpo per i pazienti che si affidano all’ospedale Tortora per le cure oncologiche; oltre a mettere in luce le sfide che il sistema sanitario locale deve affrontare nel garantire una copertura adeguata e costante per le esigenze dei pazienti oncologici.

Il reparto, dotato di 8 posti letto, avrebbe dovuto offrire sin da subito diagnosi, trattamenti e assistenza ai pazienti oncologici, con il supporto di una equipe multidisciplinare composta da medici oncologi, infermieri specializzati; poi ancora psico-oncologi e altri professionisti. Si cerca dunque di risolvere l’incresciosa situazione legata alla carenza di personale per poter ripartire dal mese di maggio.