Inquinamento fiume Sarno, le parole dell’attivista Emiddio Ventre

La comunità locale ha già protestato in passato, ma Ventre sottolinea la necessità di combattere il lavoro nero per eliminare lo smaltimento illegale dei rifiuti.

Territorio – L’attivista nocerino Emiddio Ventre ha sollevato preoccupazioni sull’inquinamento del fiume Sarno, in particolare riguardo ai torrenti Solofrana e Cavaiola, evidenziando lo smaltimento illegale di scarti di pelle. Questo problema, simile al fenomeno della Terra dei Fuochi, è ancora più allarmante poiché le piccole aziende coinvolte potrebbero aver utilizzato acqua di concia, contenente cromo, che finisce nelle acque civili anziché industriali.

La comunità locale ha già protestato in passato, ma Ventre sottolinea la necessità di combattere il lavoro nero per eliminare lo smaltimento illegale dei rifiuti. Il presidente di No Vasche sottolinea inoltre le conseguenze sulla salute della popolazione e suggerisce una nuova marcia di protesta per contrastare questi reati.

L’attivista nocerino si è dunque sempre battuto per questa causa, portando alle glorie dei quotidiani le disperate condizioni in cui versa il Fiume Sarno, soprattutto in molte zone dell’Agro Nocerino.

Come riporta il Quotidiano LeCronache, Ventre ha così sottolineato: “La situazione è molto preoccupante, in quanto è un fenomeno sempre più ricorrente sul territorio di Solofra; questo potrebbe essere l’evidenza che ci sono piccole aziende che lavorano in nero, per cui non potendo smaltire i rifiuti in maniera legale, li vanno ad abbandonare nelle zone più isolate.  Questo spiegherebbe la presenza di cromo nelle acque della Solofrana a partire dal uscita del depuratore (per reflui solo civili) di Mercato San Severino, fino alla confluenza nel fiume Sarno a San Marzano”.

Celebrando la Giornata Mondiale della Terra, è importante ribadire quanto sia importante intervenire quanto prima sulle condizioni in cui versano le acque del fiume che attraversa i territori dell’Agro Nocerino Sarnese; acque che vanno poi a condizionare non solo l’aria che respiriamo, ma anche i raccolti che ritroviamo poi sulle nostre tavole.