Quella sera piovosa e senza luce. La frana di Sarno, la memoria si ravviva

Quel piovoso 5 maggio 1998 segnò per sempre la cittadina di Sarno, situata ai piedi del Monte Saro, così come quella della comunità di Quindici

Sarno Frana ricordo
Sarno Frana ricordo
Quella sera piovosa e senza luce. La frana di Sarno, la memoria si ravviva

Quel piovoso 5 maggio 1998 segnò per sempre la cittadina di Sarno, situata ai piedi del Monte Saro, così come quella della comunità di Quindici. Quella sera, una violenta frana, causata dalle intense piogge primaverili, scatenò la devastante colata di fango che travolse tutto ciò che incontrò lungo il suo cammino riversandosi tra le case dell’area pedemontana.

La tragedia

Le case, i negozi e le strade furono sommersi in pochi istanti, molti senza scampo vennero travolti dal fango assassino, impotenti di fronte alla furia della natura. Le luci della città si spensero, e il rumore cupo e assordante del fango che si colava si unì ai lamenti e alle grida di disperazione delle vittime intrappolate. L’alba restituì alla luce un paesaggio desolato fatto di lacrime e morte, l’ampiezza della tragedia divenne evidente. Decine di vite erano state spente, mentre altre ancora erano intrappolate sotto le macerie. La macchina del soccorso fu immediatamente avviata, tra condizioni meteorologiche ancora avverse e l’ostacolo del detriti e del fango.

Un lacerato ricordo

Chi sopravvisse all’orrore della tragedia portò con sé profonde cicatrici, tanto fisiche quanto emotive. Il Monte Saro, una volta simbolo di bellezza e tranquillità, divenne il palcoscenico di una delle più grandi tragedie nella storia recente della regione. Si tentò ben presto di fare luce sulle cause e gli errori fatti nella gestione del territorio e nella pianificazione urbana in queste zone ad alto rischio di frane. Le vittime, per lo più residenti nelle aree periferiche della città, furono fin li ignare del pericolo assassino che si celava dietro le loro case.

Oggi, a più di due decenni e mezzo di distanza dalla tragedia, le cicatrici della frana di Sarno rimangono visibili. I sopravvissuti, le famiglie delle vittime e la comunità nel suo insieme continuano a portare il peso di quella terribile notte di morte e dolore senza fine. Da quella tragica notte una maggiore consapevolezza e attenzione alla gestione del territorio e alla prevenzione del rischio idrogeologico si è insita, con l’obiettivo di evitare che una simile tragedia si possa replicare in futuro.

Natalia Pepe