Pagani. Lavori in Via Pittoni. Il Tar dice: appalto è regolare
Progetto di rigenerazione urbana del comparto di via Pittoni, il Comune di Pagani vince al Tar il ricorso presentato da una ditta esclusa dai lavori e blinda l’opera. La difesa dell’ente, affidata all’avvocato Virginia Galasso, permette dunque al cantiere di continuare senza nessuna ripercussione.
Il ricorso
Lo scorso 15 maggio, i giudici del Tar ha affrontato il ricorso proposto dal Consorzio Stabile Energos nei confronti di Comune, Centrale Unica di Committenza e presidenza del Consiglio dei Ministri tra gli altri per provare a rovesciare l’esito dell’assegnazione della progettazione definitiva ed esecutiva con realizzazione dei lavori di riqualificazione dell’area di via Pittoni. In primo luogo, l’azienda ricorrente avrebbe segnalato un errore formale da parte dell’amministrazione comunale nell’assegnazione del punteggio, omettendo due punti verso il Consorzio per l’iscrizione nella white list, mentre erroneamente sarebbero stati assegnati al vincitore del bando di gara.
Infondatezza
I giudici hanno ritenuto tale aspetto infondato, sottolineando la scadenza nell’iscrizione della white list al 28 aprile 2022 e su cui non è emersa alcuna richiesta di permanenza nell’elenco in questione da parte del Consorzio ricorrente, mentre la Lgp Costruzioni – l’azienda vincitrice – era ancora in stato di aggiornamento vista la scadenza in data 16 aprile 2023.
Il ricorso
Inoltre, l’azienda esclusa e ricorrente al Tar avrebbe denunciato un aumento reputato illogico dei punteggi del primo classificato. Aspetto anche questo bocciato dai magistrati, che hanno affrontato anche grazie ai dati ricevuti tutte le accuse di parte confutandole completamente e certificando la bontà dell’azione amministrativa nella valutazione delle proposte progettuali. Infine, i legali del Consorzio Stabile Energos hanno contestato la presunta inefficacia del contratto di appalto, che non avrebbe rispettato la procedura di parte tenuto conto del finanziamento relativo del Pnrr.
Motivazioni rigettate
Tutte motivazioni rigettate dal Tar, legittimando di fatto l’operato del Comune. La vicenda quindi si è conclusa con una condanna del Consorzio al pagamento delle spese di lite per un totale di 5mila euro. Somma, quest’ultima, da destinare anche all’Ente e a cui si aggiungono anche 4mila euro per il lavoro svolto da un verificatore.
Alfonso Romano






















