Scafati. Per il PM Aliberti e la moglie colpevoli: chieste pene severe

Scafati. Per il PM Aliberti e la moglie colpevoli. Il PM chiede 6 anni e 8 mesi per il sindaco e 5 anni e 4 mesi per la Paolino.

Monica Paolino Pasquale Aliberti
Monica Paolino Pasquale Aliberti
Scafati. Per il PM Aliberti e la moglie colpevoli: chieste pene severe. Il PM chiede 6 anni e 8 mesi per il sindaco e 5 anni e 4 mesi per la Paolino.

Asse tra clan e politica in cambio di voti e appalti: la requisitoria del pubblico ministero è una stangata per il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, e la moglie, l’ex consigliera regionale Monica Paolino.

L’udienza

L’udienza del processo “Sarastra”, che si è tenuta ieri pomeriggio al Tribunale di Nocera Inferiore ha confermato il capo d’imputazione per scambio di voto politico – mafioso mentre decade l’accusa per abuso d’ufficio rispetto ai fatti legati alle onoranze funebri attive sul territorio. Decadenza avvenuta anche a seguito delle azioni intraprese da Aliberti, con quest’ultimo che sull’argomento ha presentato anche denuncia. Tornando alla requisitoria, il pubblico ministero Rocco Alfano ha chiesto sei anni e otto mesi di reclusione per il primo cittadino di Scafati, mentre per la moglie ed ex consigliere regionale Monica Paolino sono stati richiesti cinque anni e quattro mesi. Chiesta la condanna anche per il fratello dell’attuale sindaco scafatese, Nello Aliberti (sei anni e tre mesi), per Ciro Petrucci cinque anni e nove mesi, così come per l’ex consigliere comunale Roberto Barchiesi.Infine, cinque anni e quattro è stata la richiesta per Giovanni Cozzolino, ex factotum di Aliberti al Comune di Scafati, e tre anni quattro mesi ad Andrea Ridosso, nipote del boss Romolo Ridosso.

Altri elementi

Conclusioni che sono arrivate al termine di oltre cinque ore di relazione, nella quale il pubblico ministero ha ripercorso tutte le vicende dei mandati amministrativi alibertiani in otto punti, aggiungendo un ultimo nodo legato a ulteriori dichiarazioni di alcuni pentiti. Nello specifico nel fiume di parole utilizzate da Alfano si parlerebbe di un vero e proprio “vizietto” dell’attuale primo cittadino nel costruire rapporti con soggetti appartenenti al mondo della criminalità organizzata.

A settembre l’udienza

Una serie di presunte prove presentate che saranno poi oggetto degli avvocati della difesa dei vari imputati nel mese di luglio, mentre a settembre è prevista l’udienza con la sentenza da parte dei giudici. A prescindere da ciò, l’accusa ha di fatto confermato il reato principale che determinò lo scioglimento del comune tra il 2016 e il 2017, e se lo scambio politico – mafioso sarà a sua volta ribadito dai giudice potrà scattare anche la Legge Severino, che costringerebbe Aliberti a lasciare palazzo Mayer.

La reazione

Una notizia che ha scosso il primo cittadino, che sui social ha commentato subito l’udienza dichiarando «Nonostante la richiesta del PM di condanna di 6 anni e 8 mesi abbiamo bisogno solo di silenzio. Aspetteremo la sentenza », ha affermato Aliberti.

Alfonso Romano