Emergenza rifiuti: Santocchio di Fratelli d’Italia denuncia la situazione a Scafati

Pasquale Aliberti e Mario Santocchio - Agro24
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Emergenza rifiuti: Mario Santocchio di Fratelli d’Italia denuncia la situazione a Scafati

La città si trova in piena emergenza rifiuti, e Mario Santocchio, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, fa l’ennesima nota di denuncia. In un contesto di malcontento crescente tra i cittadini, Santocchio punta il dito contro l’amministrazione, criticando duramente la gestione della società Acse, responsabile della raccolta dei rifiuti.

L’accusa

“Distratti da nomine, incarichi e festini, la città arranca tra i rifiuti,”  accusa l’avvocato Santocchio. Secondo l’ex presidente dell’assise, l’attenzione della maggioranza è completamente incentrata sulla spartizione di poltrone, incarichi e affidamenti, a discapito dell’efficienza del servizio di raccolta dei rifiuti.

Carenze in organico

Santocchio ha evidenziato come la società partecipata del comune sia carente e priva di un numero adeguato di operatori, tale da non riuscire a garantire un servizio efficiente. “Paghiamo la più alta imposta della Regione per un servizio che non viene garantito,” ha sottolineato. Le sue parole riflettono un sentimento di frustrazione sempre più diffuso tra i cittadini, che vedono la loro città cedere sotto i cumuli di rifiuti conferiti un po ovunque.

Un dato preoccupante

Non manca neppure una critica all’indifferenza generale, persino di fronte all’allarme lanciato dal ragioniere capo dimissionario, che si è rifiutato di “sorvolare” sulla spesa incontrollata promossa dall’attuale amministrazione retta da Pasquale Aliberti. “Rinnoviamo l’appello ai consiglieri di maggioranza: ribellatevi, dite no a questo spreco di risorse,” ha esortato Santocchio. “Alla fine sarete tutti responsabili. Soprattutto chi ha taciuto.”

La nota di Santocchio si conclude con un invito alla responsabilità collettiva, ponendo l’accento sull’urgenza di affrontare e risolvere una situazione che sta mettendo seriamente in ginocchio una città, troppo confusa da giri di parole e di retorica.