A Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è stata demolita una casa abusiva costruita sul tetto dell’“Hotel dei Congressi”, in un’area vincolata per il suo valore archeologico e paesaggistico. L’immobile, realizzato senza autorizzazioni e grande circa 140 metri quadrati, era stato completato con intonaci e infissi, nonostante i divieti imposti dalla normativa di tutela.
La vera novità, però, è il metodo: la demolizione è avvenuta a spese dello stesso proprietario, su impulso della Procura di Torre Annunziata, che ha promosso un dialogo volto a responsabilizzare il trasgressore. Una svolta arrivata a oltre vent’anni dalla condanna definitiva del Tribunale.
Un modello di giustizia efficace e sostenibile
La Procura, impegnata da anni nella lotta all’abusivismo edilizio, ha scelto una via diversa dalla tradizionale repressione, convincendo il responsabile ad eseguire in autonomia l’abbattimento. Nessun costo per lo Stato, nessun ricorso alla forza pubblica, ma un risultato concreto: l’area è stata restituita al suo aspetto originario, e si è evitata un’ulteriore ferita al paesaggio.
Questo caso potrebbe diventare un modello replicabile: dimostra che, anche dopo molti anni, chi ha violato la legge può essere chiamato a rispondere delle proprie azioni, con soluzioni rapide, sostenibili e condivise.
Un segnale importante in una regione come la Campania, da anni ai primi posti in Italia per abusivismo edilizio, dove la difesa del territorio passa anche attraverso approcci innovativi che uniscono legalità e buon senso.























