Piazza Garibaldi, cuore pulsante del traffico cittadino e crocevia di vite e merci, è da settimane al centro di un’intensa attività di controllo da parte dei Carabinieri della Compagnia Stella, supportati dal personale dell’ASL locale.

Obiettivo: contrastare la filiera della contraffazione e garantire la sicurezza alimentare.

Nel corso delle ultime operazioni, è stato denunciato un giovane di 19 anni, trovato in possesso di oltre 200 capi d’abbigliamento con marchi contraffatti.

Non si tratta di un caso isolato: l’intera area circostante la stazione centrale è costantemente monitorata per intercettare i primi snodi della catena distributiva del falso.

In parallelo, l’attenzione si è concentrata anche sulle attività di somministrazione alimentare.

Un chalet su corso Garibaldi è stato sospeso per gravi carenze igienico-sanitarie. Stessa sorte per un panificio situato a pochi metri dalla piazza, dove sono stati sequestrati 25 kg di alimenti non conformi.

In una pizzeria della zona, invece, gli ispettori hanno rilevato diverse irregolarità, sanzionando la titolare con una multa di 1000 euro.

Il bilancio complessivo dell’operazione include anche una denuncia per evasione e una per guida senza patente, oltre al sequestro di 8 veicoli non in regola con il codice della strada.

Ma la battaglia più insidiosa si combatte sul fronte della vendita ambulante e della merce contraffatta, fenomeni che affondano le radici in dinamiche complesse, spesso legate allo sfruttamento del lavoro e a circuiti criminali.

Dalla stazione centrale partono ogni mattina decine di venditori ambulanti, molti dei quali provenienti da Bangladesh, Sri Lanka e Paesi africani, carichi di sacchi pieni di prodotti illegali destinati alle spiagge della provincia.

Una filiera informale che si alimenta di caporalato stagionale e merci prive di qualsiasi tracciabilità.

Secondo i dati diffusi dai Carabinieri, solo da gennaio a oggi sono stati sequestrati:

  • 2700 capi d’abbigliamento falsificati

  • 300 borse

  • 600 paia di scarpe

  • oltre 2000 articoli con il logo del Napoli Calcio, tra cui maglie, palloni, gadget, casse Bluetooth e materassini

  • Migliaia di occhiali da sole, t-shirt, cappellini e accessori con marchi di cantanti famosi

Nel corso dei controlli, sono state individuate anche tipografie clandestine attrezzate con stampanti termiche, clichè, fregi e persino falsi certificati di conformità: vere e proprie fabbriche del falso, in pieno centro città.

Un fenomeno che non può essere liquidato come marginale. Secondo Eurispes, il valore globale della contraffazione ha superato nel 2021 i 460 miliardi di dollari, con giocattoli, calzature e abbigliamento tra le categorie più colpite.

La lotta dell’Arma a Napoli non si ferma al sequestro del singolo articolo: mira a colpire la filiera, a stroncare lo sfruttamento e a riportare legalità in un sistema economico inquinato da evasione fiscale e criminalità organizzata.

Redazione

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