Via libera dal Governo alla riforma delle professioni, che tocca avvocati, medici, architetti, ingegneri e altre 14 categorie. Il pacchetto introduce novità cruciali: lo scudo penale definitivo per i medici nei casi di colpa grave, l’estensione dell’equo compenso a tutti i rapporti con i clienti e un ridisegno delle regole sugli Ordini professionali come riporta il sole24ore.
La premier Giorgia Meloni ha sottolineato come l’obiettivo sia «semplificare e sburocratizzare, adeguare le leggi di settore ai cambiamenti sociali, rafforzare la formazione e agevolare l’accesso alle professioni».
I punti chiave della riforma
- Scudo penale per i medici: confermato, ma limitato ai casi di colpa grave.
- Equo compenso: esteso a tutti i clienti, non solo a banche e assicurazioni.
- Formazione continua: una quota annuale di crediti obbligatori dedicata a tecnologie e intelligenza artificiale.
- Governance degli Ordini: parità di genere nelle liste, voto online e revisione dei Consigli di disciplina.
- Specializzazioni: possibilità per le categorie di avviare percorsi di riconoscimento ufficiale delle competenze.
- Tutela personale: rinvio delle scadenze fiscali e contributive in caso di malattia grave, infortuni o maternità.
Tempi e criticità
I provvedimenti, in forma di disegni di legge delega, dovranno ora passare in Parlamento. Una volta approvati, il Governo avrà 24 mesi per emanare i decreti attuativi: una finestra che rischia di non chiudersi entro la legislatura.
Le reazioni
Soddisfazione da parte di Professioni Italiane: «Un risultato che modernizza un comparto centrale per il Paese», ha commentato il presidente Rosario De Luca. Anche Confprofessioni accoglie positivamente il segnale, ma chiede «un coinvolgimento di tutti gli attori interessati, non solo degli Ordini».














