Una legge per salvare vite: il primo soccorso diventa obbligo nelle scuole e nei centri sportivi

Tutti ricordiamo il drammatico episodio del 1º dicembre 2024, durante Fiorentina-Inter, quando Edoardo Bove fu colpito da un arresto cardiaco in campo e salvato grazie alla tempestività dei soccorsi. Quella vicenda ha acceso i riflettori sull’importanza della formazione al primo soccorso, ma ha anche ricordato che ogni anno in Italia circa 65.000 persone muoiono a causa di interventi tardivi o mancanti.

Tutti ricordiamo il drammatico episodio del 1º dicembre 2024, durante Fiorentina-Inter, quando Edoardo Bove fu colpito da un arresto cardiaco in campo e salvato grazie alla tempestività dei soccorsi. Quella vicenda ha acceso i riflettori sull’importanza della formazione al primo soccorso, ma ha anche ricordato che ogni anno in Italia circa 65.000 persone muoiono a causa di interventi tardivi o mancanti.

Da questa emergenza nasce il disegno di legge intitolato a Edoardo Bove, presentato oggi all’Aula Convegni del Senato dai senatori di Azione Marco Lombardo e Carlo Calenda. Il ddl mira a migliorare la formazione al primo soccorso nelle scuole e nei centri sportivi, creando una vera cultura della prevenzione.

“Sono onorato che la legge porti il mio nome, ma anche un po’ imbarazzato – ha dichiarato Bove –. Non è giusto prendersi il merito, perché ci sono persone che lottano da anni su questo tema. Voglio tornare a giocare, ma oggi il mio obiettivo è sensibilizzare chiunque sul primo soccorso”.

Il calciatore ha sottolineato la necessità di combattere la disinformazione: “Prima che mi accadesse questo evento, ero il primo a non conoscere i dati sugli arresti cardiaci. Molti evitano di intervenire per paura di sbagliare. È il momento di alzare la mano, nelle scuole e nei centri sportivi, per imparare e salvare vite”.

Formazione e strumenti salvavita

I promotori del ddl puntano anche a rendere più accessibili gli strumenti salvavita: “Un defibrillatore automatico paga oggi l’IVA al 22%, come un televisore, ma dovrebbe essere al 5% perché salva vite”, ha spiegato il senatore Lombardo.

Simona Malpezzi (PD) ha ricordato che si tratta della terza legge sul primo soccorso in cui il Parlamento è coinvolto dal 2013 e ha evidenziato il ruolo fondamentale della voce dei giovani: “Se abituiamo i ragazzi al primo soccorso, abituiamo il Paese a un nuovo senso di responsabilità”.

Anche Licia Ronzulli (Forza Italia), vicepresidente del Senato, ha insistito sul ruolo delle scuole: “Sono il cuore della riforma e il motore di un cambiamento culturale duraturo”.

Il sostegno delle istituzioni

Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha evidenziato la portata dell’iniziativa: “Non possiamo restare spettatori. Lo Stato deve mettere i cittadini nelle condizioni di salvare sé stessi e i propri cari. Questo tema riguarda 65.000 persone all’anno, una vera e propria guerra silenziosa”.

Redazione

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