Ammassati come sardine e senza alcuna condizione di sicurezza. È così che l’altro ieri mattina centinaia di pendolari hanno tentato di raggiungere Napoli a bordo del treno delle 7.31 da Poggiomarino, ancora una volta composto da un unico vagone già completamente pieno dopo pochissime fermate.
La scena alla stazione di Terzigno
Quando il convoglio è arrivato a Terzigno, la situazione è esplosa. Sulla banchina attendevano decine di persone, ma salire era materialmente impossibile: porte che non si chiudevano, passeggeri compressi l’uno contro l’altro, spazio inesistente.
Alla fine, le porte sono rimaste chiuse e il treno è ripartito… o meglio, avrebbe dovuto:
«Se non viaggiamo noi, non viaggia nessuno», hanno gridato alcuni pendolari.
Un gruppo di una decina di persone è sceso sui binari, bloccando fisicamente la partenza del treno in segno di protesta. Nessun gesto violento, solo la disperazione di chi ogni giorno affronta un servizio ormai ritenuto insostenibile, come riportato da “Il Mattino“.
L’arrivo dei carabinieri e le denunce
Macchinista e capotreno hanno immediatamente chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. In pochi minuti sono giunti i carabinieri.
Davanti ai militari, due uomini – entrambi dipendenti pubblici – si sono assunti la responsabilità del gesto, pur spiegando che la protesta era condivisa da molti altri.
Sono stati accompagnati in caserma e denunciati per interruzione di pubblico servizio.
Nei verbali, hanno chiesto di specificare la motivazione: l’esasperazione per i continui disservizi di Eav.
La corsa è rimasta ferma oltre mezz’ora, con ripercussioni su tutta la linea. Per ripartire è stato necessario agganciare un secondo convoglio… anch’esso composto da un solo vagone.
Una situazione diventata “strutturale”
I viaggiatori raccontano che il treno delle 7.31 è da giorni un incubo ricorrente: un unico vagone per un’utenza enorme, in piena ora di punta. Anche alcuni operatori Eav avrebbero riconosciuto la difficoltà di gestire una situazione ormai fuori controllo.
A complicare ulteriormente il traffico c’è la sospensione del tratto Sarno–Striano, che ha trasformato Poggiomarino in un terminale sovraffollato.
Il risultato: banchine piene già alle prime luci dell’alba e convogli completamente insufficienti per la domanda reale.
E i disagi non finiscono la mattina
Sulla linea Nola–Baiano, inoltre, il servizio serale termina intorno alle 19. L’ultimo treno non sempre attende la navetta che arriva dal Centro Direzionale. Il rischio? Restare a piedi al rientro dal lavoro, senza alternative certe.
La solidarietà dei pendolari
Il comitato dei pendolari ha espresso pieno sostegno ai due denunciati:
«Sono cittadini che hanno manifestato per difendere un diritto. La situazione è diventata inaccettabile», si legge in una nota.
Il comitato chiede alla nuova amministrazione regionale di rimuovere l’attuale CdA di Eav e avviare un cambio di gestione, garantendo nel frattempo supporto legale ai due viaggiatori.




















