Il Comune di Scafati si costituirà parte offesa nel processo d’appello del procedimento noto come Sarastra, relativo al presunto voto di scambio politico–mafioso. La decisione è stata formalizzata attraverso una delibera di Giunta proposta dall’assessore al Bilancio e approvata dagli assessori, in assenza del sindaco.
Il processo d’appello è fissato per il 29 gennaio 2026 presso la Corte d’Appello di Salerno e vede coinvolti diversi imputati assolti in primo grado dal Tribunale di Nocera Inferiore il 13 novembre 2024, nonostante la richiesta dell’Antimafia di complessivi 39 anni di reclusione.
Gli imputati e il quadro accusatorio
A comparire nuovamente davanti ai giudici saranno sei persone, tra cui l’allora primo cittadino di Scafati, alcuni familiari e collaboratori.
Un solo imputato, ritenuto estraneo ai fatti, non affronterà il processo bis.
Nel ricorso presentato dalla DDA, guidata dal magistrato titolare del fascicolo, si sostiene che l’ex sindaco fosse il “dominus” di un presunto patto elettorale con esponenti del clan attivo sul territorio, riferito alle elezioni comunali del 2013 e alle regionali del 2015.
Secondo l’accusa, ruoli differenti sarebbero stati ricoperti dagli altri imputati: figure di collegamento, presunti facilitatori e soggetti ritenuti beneficiari dell’accordo.
I testimoni e le nuove audizioni
Nel nuovo processo saranno ascoltati nuovamente alcuni pentiti già sentiti in primo grado, mentre due imprenditori – le cui dichiarazioni furono ritenute tardive dai giudici nocerini – verranno convocati per essere riascoltati, ritenendo l’Antimafia che le loro testimonianze possano risultare decisive.
La DDA incentra gran parte del ricorso sulla contestazione della valutazione di inattendibilità dei collaboratori di giustizia operata nella prima sentenza.
Il ruolo del Comune
Costituirsi parte offesa, secondo l’amministrazione, è un passaggio necessario per tutelare l’Ente in un procedimento che riguarda da vicino l’immagine, la trasparenza e la correttezza della macchina amministrativa.
Il processo bis si preannuncia quindi centrale per chiarire uno degli episodi giudiziari più discussi degli ultimi anni nella città di Scafati.




















