La Magia del Natale ad Angri: il presepe monumentale che accarezza il tempo, e la passione artigianale di Gerardo Caputo

Quando un sogno nasce dal silenzio della pandemia e diventa arte viva, un viaggio tra tradizione, innovazione e poesia artigiana, simbolo di creatività e speranza a Palazzo Doria per il Natale 2025.

Il 2020 resterà nella memoria collettiva come un anno sospeso, segnato da un’invisibile minaccia globale che ha imposto timori, incertezza e un lungo confinamento domestico

Eppure, proprio in quel tempo fragile, tra le vie quiete di Angri in quel clima silenzioso e surreale, mentre il mondo imparava a convivere con l’isolamento, ad Angri — una cittadina di 35mila abitanti ai piedi del Vesuvio e a pochi passi dalla costiera Amalfitana — nasceva una storia nuova, inattesa e luminosa.

È qui che un giovane papà, Gerardo Caputo, papà con una spiccata sensibilità artistica, decise di intraprendere un cammino personale e creativo decide di riempire quelle giornate orfane del lavoro trasformando l’incertezza in creatività. Da un gesto semplice, il modellare fogli di polistirene, è nato un percorso che presto sarebbe diventato molto più di un passatempo: una passione capace di dare forma a scenografie presepiali dal fascino sorprendente che potessero raccontare la poesia eterna dell’ arte Presepiale, un hobby, all’inizio. Poi, anno dopo anno, una vocazione.

Dal 2020 ad oggi, Gerardo ha realizzato numerose interpretazioni del presepe, ciascuna unica nel suo genere, si catapulta tra tutorial e sperimentazioni senza mai fermarsi, ha modellato presepi di ogni struttura e dimensione, ognuno unico, ognuno frutto di un lavoro minuzioso.

Anima e mani per Gerardo diventano il suo nuovo mondo, quest’anno per le festività del Santo Natale 2025, l’artista ha voluto superare sé stesso: la sua nuova opera, esposta dall’8 dicembre fino alla Befana presso il prestigioso Palazzo Doria di Angri, nell’ambito della rassegna Magic Castle, la sua creatura che può essere definita senza esitazione monumentale.

Ciò che rende straordinaria la creazione di quest’anno è la struttura stessa del presepe, modellata secondo uno schema architettonico imponente e suggestivo, dominata da una grande torre.

Ogni dettaglio, dai bassorilievi alle cornici, dai lampioni alle superfici basolate, nascono dalla fantasia e dalle mani di Gerardo, che progetta, disegna e realizza ogni elemento uno ad uno.

Il risultato è un’opera immersiva che si inserisce armoniosamente negli spazi del Palazzo Doria, trasformandosi in una sorta di palcoscenico espositivo capace di attirare la curiosità, l’emozione e la meraviglia di cittadini e visitatori.

L’intera scenografia non è realizzata in sughero — come la tradizione campana potrebbe suggerire — ma attraverso l’uso sapiente di polistirene, gesso, accessori e colori.

Un omaggio moderno al presepe classico, reinventato con una tecnica contemporanea che regala tridimensionalità e profondità sorprendenti.

Una sorta di presepe in 3D, frutto di un ingegno che anno dopo anno continua a evolversi.

In alcune sue opere, la Natività trova dimora in luoghi inattesi: una cavità rocciosa, un portone socchiuso, cortili, masseria o una casa dal caminetto spento.

Presepi “rivoluzionari”, come li definisce lui, capaci di evocare emozioni profonde e riflessioni intime.

Chi raggiungerà al secondo piano di Palazzo Doria entrerà in una dimensione narrativa attentamente immaginata: una Natività inserita in una scena dominata da una maestosa torre e da dettagli scolpiti con lungimiranza artistica.

Ogni sfumatura, ogni incastro, ogni ombra è il risultato di un lavoro rigorosamente fatto a mano, oggi tra i pochi capolavori presepiali contemporanei realizzati ad Angri.

Ciò che rende l’opera davvero speciale non è soltanto la struttura imponente, ma il modo in cui elementi come finestre, porte e cornici diventano un vero palcoscenico espositivo.

A rendere unico questo allestimento è la combinazione di scenografia tecnica, giochi di luce e cambi di prospettiva: un invito a muoversi intorno all’opera, a lasciarsi sorprendere da visuali sempre nuove.

Le sue superfici sembrano respirare grazie a sfumature leggere, mentre tocchi di fantasia e maestria artigianale danno vita a un quadro tridimensionale ricco di dettagli certosini, tutti da scoprire passo dopo passo che Gerardo continua a rinnovarsi.

Molte sue opere vengono inoltre custodite all’interno di campane in vetro, come gesto di stima e rispetto verso la tradizione antica.

Gerardo racconta che la preparazione lo impegna quotidianamente “ore di lavoro tra polistirene, gesso, colori, strumenti di precisione e materiali si fondono con la sua inesauribile creatività. E ogni anno, la passione cresce insieme al desiderio di donare alla comunità un’opera capace di far vibrare l’animo”.

Da questa alchimia sottolinea Gerardo “nascono presepi che non sono semplici rappresentazioni, ma vere esperienze artistiche.

L’auspicio è che questo percorso possa crescere ancora, coinvolgendo giovani e adulti nella creazione di opere permanenti da custodire nelle sale di Palazzo Doria, affinché l’emozione del presepe continui a vivere nel tempo”.

La tradizione presepiale, diffusa in Europa fin dal XIII secolo, ha attraversato i secoli trasformandosi e adattandosi, senza mai perdere la sua forza simbolica. È un rituale che unisce le famiglie, un’arte che illumina piazze, chiese e palazzi, una storia che continua a riscriversi.

L’opera di Gerardo Caputo si distingue per poesia, visione e capacità evocativa, un’opera nata in un tempo difficile, ma destinata a portare luce, bellezza e speranza, portando con sé l’incanto del passato e la creatività vibrante del presente.

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Le varie fasi e particolari dell’opera con il suo ideatore Gerardo Caputo

JeanFranck Parlati