Si è conclusa il 30 novembre 2025, negli eleganti spazi della Pinacoteca Provinciale di Salerno a Palazzo Pinto, Mare e Mito, la mostra dell’architetto e artista Pietro Paolo Paolillo che ha saputo trasformare il tema marino in una riflessione simbolica capace di dialogare con la tradizione e con l’immaginario mediterraneo.

Un percorso espositivo che non si limita all’estetica, ma si fa narrazione, memoria, evocazione.
L’iniziativa ha offerto ai visitatori un itinerario visivo unico, concepito come un viaggio tra acque profonde e richiami mitologici.
Le opere di Paolillo, caratterizzate da stratificazioni materiche, cromie essenziali e un linguaggio poetico inconfondibile, restituiscono un mare che non è semplice paesaggio, ma dimensione mentale, luogo dell’anima.
È un mare che diventa archetipo: quello di Ulisse, della vita, delle sfide, degli abissi oscuri che custodiscono misteri antichi.
A sottolineare la ricchezza del progetto è stato l’intervento della prof.ssa Giovanna Ferraioli, che ha interpretato la ricerca artistica di Paolillo come un ponte tra mito e contemporaneità. Nella sua recensione, Mare e Mito. Con lo sguardo dell’anima, la studiosa descrive un orizzonte pittorico carico di nostalgia e di silenzi, dove la presenza umana è percettibile pur senza apparire, trasformando il paesaggio in eco di un mondo interiore.
Le atmosfere azzurre, i templi lontani, le terrazze sospese nel tempo non rappresentano semplici elementi naturalistici, ma scenari simbolici nei quali lo spettatore è invitato a perdersi e a ritrovarsi.
L’incanto, come sottolinea Ferraioli, risiede nella capacità dell’artista di unire semplicità e profondità, traducendo la vastità del mare in dimensione sacra e mitica.
Le tele diventano luoghi di meditazione: “non mare come spazio vitale di libertà – scrive – ma nostalgico sguardo sull’orizzonte del destino”.
Mare e Mito si conferma così non solo una mostra d’arte, ma una vera esperienza sensoriale e culturale, capace di richiamare radici millenarie e allo stesso tempo parlare al presente, offrendo un invito a guardare oltre l’apparenza, verso un mare che è metafora, ricordo, viaggio.



















