La Corte d’Appello di Salerno ha accolto il ricorso della Procura e disposto il rinvio a giudizio di circa 60 persone coinvolte nell’inchiesta sui presunti falsi vaccini anti-Covid utilizzati per ottenere il Green Pass. Le posizioni erano state archiviate in udienza preliminare, ma ora il processo ripartirà, con il primo dibattimento fissato per febbraio.
L’inchiesta
L’indagine, avviata nel 2021, prese il via dalla denuncia dei responsabili di due centri vaccinali di Nocera Inferiore e Scafati, che avevano segnalato anomalie nelle registrazioni delle somministrazioni.
Dai controlli emerse che numerose persone risultavano vaccinate pur non avendo ricevuto alcuna dose.
La polizia postale ricostruì le presunte manomissioni informatiche, risalendo a chi aveva avuto accesso alla piattaforma Sinfonia, il sistema regionale di gestione dei dati vaccinali, gestito da So.Re.Sa..
Tra gli indagati comparivano un volontario del centro vaccinale di Fisciano, tuttora sotto processo per accesso abusivo a sistema informatico, e un impiegato amministrativo di Sarno, poi prosciolto per mancanza di prove, come riportato da “Il Mattino“.
Secondo l’accusa, chi deteneva le credenziali avrebbe inserito falsamente nei registri informatici l’avvenuta inoculazione dei vaccini, facendo risultare come effettuate somministrazioni mai avvenute, con conseguente rilascio del Green Pass.
Le prove raccolte
Gli inquirenti ricostruirono il presunto sistema fraudolento:
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analizzando gli elenchi dei vaccinati nei giorni oggetto di denuncia;
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acquisendo i file di accesso alla piattaforma;
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identificando i profili e le utenze telefoniche utilizzati per caricare i dati falsi.
Le accuse contestate a chiusura delle indagini comprendevano falso materiale, falso ideologico, falso commesso da privato e accesso abusivo a sistema informatico, reato che ha portato la competenza a Salerno.
La posizione della difesa
L’avvocato Vincenzo Sirica, che assiste molti degli imputati, ha espresso perplessità sulla decisione della Corte d’Appello:
«Il GIP, richiamando anche la riforma Cartabia, aveva ritenuto insufficienti gli elementi per sostenere l’accusa in giudizio. Prendiamo atto della nuova decisione e al dibattimento faremo valere le ragioni dei nostri assistiti».
Il processo
I beneficiari delle presunte false certificazioni, inizialmente prosciolti, saranno ora chiamati a difendersi davanti ai giudici. Il processo prenderà il via a febbraio, riaprendo uno dei fascicoli più complessi e delicati del periodo pandemico.



















