Vincenzo De Luca è tornato a intervenire sul futuro della Regione Campania, soffermandosi sul ruolo e sulle prospettive della nuova giunta regionale. L’ex presidente ha sottolineato come l’esecutivo appena insediato abbia davanti a sé un percorso già ampiamente tracciato.

«Se la nuova giunta regionale si limitasse soltanto a concretizzare le cose che sono in corso e che abbiamo programmato – ha affermato De Luca – avrebbe da lavorare per almeno tre anni senza fare niente». Secondo il governatore uscente, il compito principale del nuovo governo regionale sarà dunque quello di dare piena attuazione ai progetti già decisi, un lavoro che risulterebbe agevolato rispetto al passato. «Quando ci siamo insediati noi, non abbiamo avuto questa fortuna», ha ricordato.

De Luca ha ribadito che, evitando distrazioni e portando avanti quanto già impostato, «la Campania può avere tre anni di serenità e il governo regionale tre anni di lavoro finanziato e programmato». L’ex presidente ha precisato che commenterà più nel dettaglio solo quando verranno ufficializzate le scelte sulla nuova giunta e sugli altri incarichi istituzionali.

Nel corso della diretta, De Luca ha richiamato alcuni risultati definiti positivi e significativi, come l’approvazione da parte dell’Unione Europea della modifica del Fesr, lo sblocco per l’apertura del centro per l’autismo di Valle di Avellino e l’inaugurazione della nuova stazione Eav di Castellammare di Stabia. Eventi che, ha sottolineato, «attengono alla programmazione fatta dalla precedente giunta regionale», precisando che è giusto riconoscere il lavoro svolto e allo stesso tempo augurarsi che venga portato a compimento anche dalla nuova amministrazione.

Tra gli altri temi affrontati, De Luca ha parlato del test di ingresso alla facoltà di Medicina, ricordando che circa il 90% dei candidati non supera la selezione e rischia di perdere un anno. Per questo, secondo l’ex presidente, sarebbe preferibile eliminare il test e lasciare che la selezione avvenga in modo naturale nel corso degli studi.

Non sono mancate critiche anche su altre questioni nazionali. De Luca ha definito ironicamente una “scienziateria” l’ipotesi di far ricadere le spese condominiali non pagate su chi è in regola, e ha espresso preoccupazione per alcune misure in materia pensionistica, giudicate “raffazzonate”. In particolare, ha criticato l’eventuale allungamento di sei mesi della finestra tra il raggiungimento dell’età pensionabile e l’erogazione dell’assegno, così come l’ipotesi di rendere obbligatoria la pensione integrativa.

Redazione

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