Violenza tra giovani studenti armati di coltello: la stretta del Governo

Sanzioni fino a 1.000 euro per genitori e tutori, reati aggravati a scuola e nuove misure di prevenzione

Il Governo prepara una risposta decisa all’allarmante diffusione di episodi di violenza tra giovanissimi, sempre più spesso caratterizzati dall’uso di coltelli sottratti all’ambiente domestico.

I nuovi interventi, in fase di definizione, potrebbero confluire nel pacchetto sicurezza all’ordine del giorno di uno dei prossimi Consigli dei ministri, con l’ipotesi di una discussione già nella seduta di martedì 20 gennaio.

A spingere per una stretta normativa sono stati in particolare i rappresentanti della Lega, sostenitori di misure più rigide contro il porto di coltelli tra i minori, insieme al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha proposto il divieto di vendita di coltelli ai minorenni.

Due provvedimenti: decreto legge e disegno di legge

Secondo quanto riportato dall’Ansa, il pacchetto si articola in due distinti strumenti normativi.
Il primo è un decreto legge, che introduce diverse misure di sicurezza, tra cui l’istituzione delle cosiddette “zone rosse”, aree urbane a vigilanza rafforzata.
Il secondo è un disegno di legge mirato a contrastare la violenza giovanile, che punta anche sulla responsabilizzazione dei genitori e di chi è chiamato a sorvegliare i minori.

Tra le novità più rilevanti figurano limiti stringenti al porto dei coltelli, l’introduzione di aggravanti per i reati commessi in gruppo e per quelli perpetrati nei pressi di scuole e giardini pubblici.

Multe a genitori e tutori, ammonimenti estesi ai 12-14enni

Il disegno di legge prevede inoltre l’ampliamento dei reati per i quali può essere applicato l’ammonimento del questore nei confronti di ragazzi tra i 12 e i 14 anni. Tra le nuove fattispecie rientrano lesioni personali, rissa, violenza privata e minacce, qualora commesse con armi o strumenti atti ad offendere il cui porto è vietato.

Accanto alle misure penali, arriva anche una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori o di chi è tenuto alla vigilanza dei minori coinvolti. Resta aperta la discussione sulla possibilità – sostenuta dalla Lega – di trasformare il disegno di legge in un decreto, almeno per la parte riguardante gli under 18, invocando i requisiti di necessità e urgenza.

Scuole più sicure e metal detector

Sul fronte della prevenzione, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha ipotizzato la possibilità di installare metal detector negli istituti scolastici considerati più a rischio, come ulteriore strumento di deterrenza.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato come il provvedimento sia il risultato di un lavoro approfondito da parte dei tecnici del Viminale:
«È frutto del lavoro delle ultime settimane e degli ultimi mesi, che fa tesoro delle esperienze più recenti. Il testo ha raggiunto un buon livello di maturazione e sarà oggetto di concertazione a Palazzo Chigi con i ministeri interessati».

Non solo sicurezza: il nodo educativo

Intervistato dal Tg5, Piantedosi ha evidenziato la necessità di andare oltre i soli strumenti repressivi:
«Dobbiamo interrogarci sull’utilizzo di coltelli portati da casa. Servono misure che superino i sistemi di sicurezza tradizionali e che riguardino anche la cultura, l’educazione e il senso di responsabilità dei ragazzi. In questo provvedimento qualcosa in questa direzione c’è».

Una posizione che trova un’eco, seppur critica, nelle parole del segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, secondo il quale le misure di sicurezza da sole non bastano:
«Servono più valori, più educazione, aiutare i ragazzi a riflettere e a non lasciarsi trascinare. Le misure di sicurezza sono necessarie, ma non sufficienti».

JeanFranck Parlati