È questo il quadro emerso da una vasta operazione della Guardia di Finanza di Padova, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone, al sequestro di beni per oltre 2,5 milioni di euro e all’emersione di più di 1.200 vittime in tutta Italia.
L’indagine ha coinvolto una società attiva nel settore delle vendite domiciliari, con sede legale nel Veneziano e operatività nell’hinterland padovano, ritenuta al centro di un’associazione a delinquere specializzata in truffe sistematiche.
Le misure cautelari
Su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova, cinque dei dieci indagati – tutti cittadini italiani e residenti in provincia – sono stati raggiunti da misure cautelari personali.
Il presunto capo dell’organizzazione è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere, mentre due collaboratori di vertice sono finiti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per altri due indagati sono scattati l’obbligo di dimora, il divieto di allontanamento notturno dal comune di residenza e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Le indagini e il sequestro dei beni
Le attività investigative, tuttora in corso, si stanno estendendo anche ad altre società attive nelle province di Roma, Treviso, Mantova e Lecce, sospettate di aver collaborato nel trasferimento di elenchi di potenziali vittime.
Parallelamente, le Fiamme Gialle hanno disposto il sequestro di immobili, autovetture, cassette di sicurezza, conti correnti, disponibilità finanziarie e denaro contante, oltre a beni di lusso come orologi, gioielli e capi di abbigliamento di valore.
L’indagine è partita da controlli sul territorio: per mesi i finanzieri hanno monitorato i movimenti di alcuni soggetti che, pur formalmente attivi nel commercio porta a porta, frequentavano locali esclusivi e si muovevano su auto di lusso, elementi ritenuti incompatibili con i redditi dichiarati.
Il meccanismo della truffa
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli agenti di vendita si presentavano porta a porta nelle abitazioni di anziani, pensionati, casalinghe e persone economicamente fragili.
Il raggiro si basava su una falsa rappresentazione: alle vittime veniva fatto credere di aver sottoscritto anni prima un contratto vincolante, talvolta con altre aziende di vendita domiciliare, che le obbligava ad acquistare nuovi prodotti.
Gli articoli proposti – ferri da stiro, set di pentole, materassi, topper, cuscini, biancheria, poltrone reclinabili e dispositivi elettromedicali per la magnetoterapia – venivano presentati come beni di alta qualità, ma avevano in realtà un valore commerciale nettamente inferiore.
Gli acquisti, compresi tra 5.000 e 7.000 euro, venivano quasi sempre finanziati, anche quando le vittime disponevano esclusivamente di pensioni minime. In molti casi i finanziamenti si protraevano per anni, aggravati da interessi onerosi.
Le vittime
Sono oltre 1.200 le persone truffate accertate finora. Emblematico il caso di un anziano residente nel Padovano che, in soli tre anni, ha subito quattro visite dei venditori ed è stato costretto ad acquistare prodotti per 22.000 euro, a cui si sono aggiunti 3.000 euro di interessi, con un finanziamento in scadenza addirittura nel 2030.



















