Maxi inchiesta “Tornado”, 21 imputati a processo: tra loro anche uno scafatese

Ventuno imputati andranno a processo con rito abbreviato nell’ambito di una vasta indagine che coinvolge complessivamente circa 120 persone.

Ventuno imputati andranno a processo con rito abbreviato nell’ambito di una vasta indagine che coinvolge complessivamente circa 120 persone, accusate di far parte di un articolato sistema di narcotraffico operante su scala nazionale e internazionale. Tra gli imputati figura anche lo scafatese Ivano Busiello, insieme ad altri presunti complici: nove provenienti dall’Agro nocerino-sarnese e una decina dall’area napoletana.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia e denominata “Tornado”, aveva portato in passato all’emissione di 61 misure cautelari per gravi ipotesi di traffico internazionale di droga e riciclaggio di denaro. Al centro dell’indagine un giro milionario di cocaina, con importazioni dal Sud America verso l’Europa e l’Italia attraverso rotte commerciali che passavano soprattutto per Spagna e Olanda.

Secondo l’impianto accusatorio, Busiello, 49 anni, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nel sodalizio criminale, mantenendo contatti diretti con gruppi albanesi per l’acquisto e la consegna dello stupefacente. Determinanti per gli investigatori sarebbero state alcune chat criptate, nelle quali l’uomo avrebbe fatto riferimento alla rilevanza dei quantitativi acquistati e ai clan camorristici destinatari finali della cocaina. In uno dei capi d’accusa si parla anche di un singolo approvvigionamento superiore ai 130 chilogrammi, come riportato da “Metropolis“.

Le trattative risalirebbero al 2020 e sarebbero state definite tra Scafati e Terzigno. A gestire il traffico, secondo la Dda, era una rete criminale ramificata tra Albania e Nord Italia, capace di muovere ingenti quantitativi di droga e somme enormi di denaro.

Un ulteriore filone dell’inchiesta riguarda il riciclaggio dei proventi illeciti. Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di una parallela organizzazione italo-cinese che avrebbe fornito un sistema bancario occulto per trasferire all’estero il denaro contante proveniente dallo spaccio. I profitti sarebbero stati “ripuliti” attraverso un complesso meccanismo di fatture per operazioni inesistenti, per un valore stimato di circa 375 milioni di euro, emesse da imprenditori compiacenti.

Busiello, già detenuto per altri reati legati allo spaccio, era stato scarcerato dal gup per questa vicenda, ma resta comunque in carcere per un’altra inchiesta. Ora, insieme agli altri 21 imputati, dovrà affrontare un nuovo processo con rito abbreviato, con la procura pronta a chiedere condanne severe per le accuse di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Redazione

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