WhatsApp è ormai il mezzo di comunicazione interpersonale più usato al mondo, con oltre due miliardi di utenti attivi al giorno, che inviano milioni di messaggi vocali e testuali ogni ora. Tuttavia, proprio questa popolarità lo rende un terreno fertile per la diffusione di fake news.
Un esempio recente è la notizia del file “CARD Onde Sismiche” che, secondo un messaggio allarmista che sta circolando, sarebbe in grado di hackerare i telefoni.
Dopo aver effettuato tutte le verifiche necessarie, è emerso che non esiste alcun file del genere. Si tratta dell’ennesima catena di Sant’Antonio che gira da anni con lievi variazioni. Il messaggio recita: “Attenzione! Stanno inviando alcune foto del terremoto tramite WhatsApp. Il file si chiama CARD Onde Sismiche, non apritelo e non guardatelo, vi hackera il telefono in 10 secondi!”
Questo tipo di avviso urgente invita gli utenti a condividere subito il messaggio, ma è completamente privo di fondamento.
Non ci sono prove che tale file esista, né che sia stato menzionato in televisione o da parte delle autorità competenti. I telefoni moderni, infatti, sono dotati di impostazioni di sicurezza che impediscono l’installazione automatica di software dannosi, semplicemente aprendo un messaggio WhatsApp con immagini. La possibilità che si verifichi un attacco di questo tipo è estremamente bassa, a meno che l’utente non consenta esplicitamente l’installazione di app malevoli.
Dietro a questi messaggi allarmisti ci possono essere diverse motivazioni. Alcuni cercano attenzione, gioendo nel vedere che una loro bufala diventa virale. Altri lo fanno per analizzare la propagazione di notizie false, spesso come parte di studi o ricerche. In alcuni casi, l’obiettivo finale può essere quello di alimentare un senso di insicurezza tra gli utenti e indirizzarli verso software a pagamento che promettono di “proteggere” i loro dispositivi.
Resta l’amarezza per l’ennesima tragedia, come quella del terremoto in Myanmar, che viene strumentalizzata da catene di questo tipo.
Tuttavia, possiamo affermare con certezza che si tratta di una bufala che, come altre in passato e come altre purtroppo arriveranno in futuro, non comporta alcun pericolo per nessuno.















