Si spengono le speranze della comunità scolastica angrese sull’unità degli istituti. La prima riunione della giunta regionale, svoltasi lunedì a Napoli, ha affrontato il tema del dimensionamento dell’offerta formativa per l’anno scolastico 2026-2027, applicando le direttive governative su tagli e accorpamenti dei plessi.

Il piano, pur evitando il commissariamento, ha confermato una riorganizzazione che lascia amaro in bocca a dirigenti, docenti e famiglie. Il presidente della Regione e l’assessore regionale alla Scuola hanno espresso contrarietà all’impostazione generale, ma non sono riusciti a evitare i cambiamenti previsti.

Gli accorpamenti previsti ad Angri

Dal prossimo anno scolastico, il provvedimento stabilisce una serie di riorganizzazioni che incideranno profondamente sull’assetto delle scuole cittadine. In particolare:

  • il I Circolo Didattico “Alfonso Maria Fusco” sarà accorpato ai plessi di via Dante Alighieri 21-23 e al plesso Opromolla, proveniente dalla Scuola Media Galvani-Opromolla. Ne deriveranno due distinti istituti di scuola media statale, separati solo da un cortile, con il rischio di una concorrenza diretta sull’offerta formativa. Restano aperti interrogativi sulla gestione dell’indirizzo musicale e sulla distribuzione dei progetti finanziati;
  • è prevista la costituzione di un nuovo Istituto Comprensivo attraverso l’accorpamento tra Angri Terzo Circolo e i plessi di via Dante Alighieri 27-28 (plesso Galvani);
  • ulteriore riordino con la nascita di un Istituto Comprensivo dall’unione tra l’I.C. “Don Enrico Smaldone” e il plesso di via Lazio del Terzo Circolo Didattico.

Nei giorni scorsi, per scongiurare la separazione, si era svolto anche un flashmob nel piazzale della Scuola Media Galvani-Opromolla. Le decisioni erano temute da tempo, ora sono diventate certezza.

Docenti e famiglie tra delusione e timori

Il clima è di forte delusione tra i docenti, soprattutto della Scuola Media Galvani e dei plessi di via Lazio per la primaria e l’infanzia nell’area 167. C’è chi ritiene che il cambiamento sia solo amministrativo e chi teme conseguenze sostanziali, come lo scivolamento in coda alle graduatorie, il rischio di soprannumerarietà e trasferimenti lontani dal territorio.

Per le famiglie il quadro è più chiaro solo in parte: restano da definire la distribuzione dei docenti e dei progetti didattici, proprio mentre sono in corso gli Open Day, momento cruciale per le scelte scolastiche.

Le parole dell’assessore regionale

Secondo l’assessore regionale alla Scuola, il calo degli alunni è un dato reale, ma si sarebbero potute adottare soluzioni diverse, come l’estensione del tempo pieno, un maggiore ricorso alla compresenza e il potenziamento delle attività di accompagnamento.

Una nota di cauta speranza arriva sul fronte del personale: i plessi accorpati non perderanno il personale ATA e potranno contare su un vicario esentato dalle lezioni, per rendere meno traumatico il dimensionamento. Inoltre, nella delibera è stata inserita una clausola legata alla sentenza del Consiglio di Stato attesa ad aprile: in caso di esito favorevole alla Regione Campania, potrebbe aprirsi la possibilità di tornare al numero di plessi precedente agli accorpamenti.

Per ora, però, ad Angri resta l’incertezza sul futuro della scuola e di chi ogni giorno la vive.

Anna Villani

Redazione

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