Un’intera comunità sotto shock dopo la scoperta dei presunti maltrattamenti avvenuti all’interno dell’asilo nido delle Suore Battistine di Benevento.

La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta che coinvolge cinque educatrici — tre suore e due maestre laiche — accusate di maltrattamenti nei confronti di bambini di età compresa tra i dieci mesi e i tre anni.

La vicenda ha scosso profondamente anche Angri, in provincia di Salerno, dove si trova la casa madre della congregazione fondata da Sant’Alfonso Maria Fusco.

Proprio nei giorni scorsi la comunità religiosa aveva celebrato la ricorrenza della canonizzazione del fondatore, evento che rende ancora più doloroso il momento attraversato dall’istituto.

A Benevento, intanto, rabbia e incredulità dominano tra i genitori, molti dei quali solo ora collegano lividi e comportamenti insoliti dei propri figli alle presunte violenze subite all’interno della struttura.

L’asilo, nel frattempo chiuso dalle autorità, è stato ribattezzato da alcuni cittadini come “l’asilo dell’orrore”, come riportato anche su uno striscione comparso davanti all’edificio.

Secondo quanto emerso, le indagini sarebbero partite dalla denuncia di una giovane impegnata nel servizio civile, operativa attraverso una cooperativa impegnata in attività socio-educative nella struttura. La segnalazione sarebbe stata accompagnata da materiale fotografico e video che documenterebbe i presunti maltrattamenti ai danni dei piccoli ospiti.

Le persone coinvolte risultano tutte indagate: tre religiose — due originarie del Madagascar e una delle Filippine — e due insegnanti del capoluogo sannita. Gli inquirenti stanno ora ricostruendo con precisione i fatti e verificando le responsabilità individuali.

Profondamente provato il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che ha incontrato i genitori dei bambini garantendo piena collaborazione con la magistratura.

«Se i fatti saranno confermati — ha dichiarato il primo cittadino — ci troveremmo davanti a qualcosa di inaccettabile e scandaloso. Occorre però rispetto per le indagini in corso. Non devono pagare né le mamme né i bambini, che hanno già sofferto abbastanza».

Il sindaco ha inoltre annunciato l’avvio di contatti con strutture pubbliche e private della città per garantire soluzioni alternative alle famiglie rimaste improvvisamente senza servizio.

Intanto la città resta in attesa degli sviluppi dell’inchiesta, mentre il caso continua a sollevare interrogativi sulla tutela dei minori e sui controlli nelle strutture educative.

SERVIZIO RAI – Notizia delle violenze nell’asilo nido delle Battistine

Redazione

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