«Vi distruggo tutto, a voi, l’ambulanza e la sede»: parole che, col senno di poi, suonano come un inquietante preludio a quanto accaduto nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2025, quando un incendio ha devastato la sede della Croce Rossa Italiana.
Per quei fatti è stato condannato nei giorni scorsi Antonio Trezza, 36enne di Cava de’ Tirreni, ritenuto responsabile di una escalation di episodi violenti ai danni dei volontari e della struttura.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe inizialmente rivolto pesanti minacce agli operatori, per poi passare ai danneggiamenti delle ambulanze. L’azione più grave si è verificata con l’incendio che ha colpito la sede, causando danni stimati in circa 75mila euro e rendendo inutilizzabili diversi locali.
Un episodio che aveva scosso profondamente la comunità e i volontari impegnati quotidianamente nelle attività di soccorso, e che ora trova un primo punto fermo sul piano giudiziario con la condanna dell’imputato.























