Atto vandalico ai danni della Baita Fenice, sul Monte Cerreto, meta abituale di escursionisti e appassionati di montagna dell’Agro. Ignoti, nei giorni scorsi, hanno fatto irruzione nel piccolo rifugio distruggendo gran parte delle suppellettili presenti all’interno.
La struttura, situata lungo i percorsi che conducono ai Monti Lattari, rappresentava un punto di ristoro essenziale per chi affronta il cammino. All’interno era possibile trovare una piccola stufa, un tavolo realizzato con tavole di legno e alcune panche: arredi semplici ma utili per riscaldarsi dal freddo o ripararsi in caso di pioggia improvvisa.
Tra gli oggetti distrutti anche un angolo della memoria, dove erano custodite fotografie di escursionisti e frequentatori abituali di quei luoghi scomparsi negli anni. Di recente era stato collocato anche un quadro raffigurante Giovanni Battista, donato da un negozio locale.
La baita era stata realizzata e mantenuta da volontari e appassionati di montagna, come segno di continuità e ricordo per chi amava quei sentieri. Tra gli oggetti andati perduti ci sarebbe anche il “diario di vetta”, su cui dall’inizio dell’anno escursionisti e pellegrini annotavano impressioni, pensieri ed emozioni legate al panorama che domina la valle dell’Agro con vista sul Vesuvio.
Nei pressi della capanna – curata nel tempo da alcuni volontari – si trovano antichi alberi, una piccola Madonnina e uno dei punti panoramici più suggestivi della zona. Qualche mese fa era stato segnalato anche un altro episodio di incuria, quando qualcuno aveva lasciato la porta aperta permettendo alla neve di entrare nel rifugio.
«Questo scempio deve finire», commenta con amarezza Floriana D’Antonio, presidente dell’associazione Il Chianiello – Amici della Montagna e figlia del compianto Modestino D’Antonio, da sempre impegnato nella valorizzazione del territorio.


L’episodio rappresenta l’ennesimo atto vandalico registrato nell’area e una ferita per chi, con piccoli gesti, cerca di tutelare e valorizzare la natura. Non si conoscono al momento i responsabili, ma quanto accaduto è ritenuto molto grave dalla comunità degli escursionisti.
Nonostante tutto, volontari e appassionati non intendono arrendersi e continueranno a prendersi cura della baita, valutando anche l’installazione di sistemi di videosorveglianza per prevenire nuovi episodi.
Il Monte Cerreto è raggiungibile da Angri attraverso un sentiero che parte dai cancelli dell’acquedotto cittadino e conduce in territorio di Tramonti. A occuparsi della manutenzione del rifugio è da anni un gruppo di escursionisti angresi appassionati di montagna.























