Il caro carburanti continua a pesare su famiglie e imprese, mentre si intensifica il dibattito sulle possibili misure per contenere i costi. Secondo le associazioni di categoria, il rialzo dei prezzi rischia di avere effetti significativi soprattutto sui settori che dipendono dal trasporto su gomma.
L’allarme arriva anche da Coldiretti, che sottolinea i possibili contraccolpi sull’export dei prodotti agroalimentari. In particolare quelli deperibili, che viaggiano prevalentemente su camion, potrebbero subire perdite stimate fino a 2 miliardi di euro. Le cooperative della pesca e dell’agricoltura chiedono quindi il ripristino del credito d’imposta sul carburante per sostenere le attività produttive e contenere i costi di trasporto.
Al centro del confronto politico resta anche il tema delle accise mobili. Il meccanismo prevede che, in caso di aumento significativo dei prezzi alla pompa, l’extragettito derivante dall’IVA – che cresce proporzionalmente al prezzo dei carburanti – venga utilizzato per ridurre temporaneamente le accise. Una misura già prevista nel 2023 ma che finora non è stata applicata.
Intanto permangono differenze tra le principali compagnie petrolifere. I prezzi medi del diesel in modalità self service superano in molti casi i 2 euro al litro, mentre alcune compagnie, tra cui Eni, mantengono valori leggermente più bassi, con il gasolio intorno a 1,94 euro al litro.























