La gestione del rischio idrogeologico lungo il Fiume Sarno resta una delle principali criticità per la Regione Campania, tra contenziosi legati ai danni delle alluvioni, carenza di manutenzione e urbanizzazione che ha reso il territorio sempre più vulnerabile.

A fare il punto sulla situazione è stata l’assessora regionale Claudia Pecoraro, spiegando che negli anni si è accumulato un contenzioso molto rilevante per i danni provocati dalle esondazioni del fiume, che hanno colpito abitazioni ma soprattutto colture agricole. Secondo le prime stime, l’ammontare complessivo è ancora in fase di verifica ma si tratterebbe di cifre inferiori ai 100 milioni di euro l’anno.

Una parte del problema, ha spiegato Pecoraro, è stata attenuata grazie agli interventi di collettamento fognario, che hanno ridotto il rischio che durante le tracimazioni del fiume le acque reflue invadano i centri abitati. Tuttavia, per ridurre davvero il contenzioso e i danni è necessario aumentare gli investimenti nella difesa del suolo e rendere strutturali interventi che finora sono stati effettuati solo in occasione di emergenze.

Tra i progetti citati dall’assessora anche la centrale di monitoraggio di Carditello, definita un’iniziativa sperimentale della Regione che consentirà di integrare i dati provenienti da diversi enti, tra cui ARPAC e le aziende sanitarie locali. L’obiettivo è creare una piattaforma unica di informazioni utile anche per analizzare l’impatto del cambiamento climatico entro il 2030.

Un’altra criticità riguarda la scarsa manutenzione del fiume e dei suoi affluenti. In alcuni tratti, come quello del Rio Sguazzatoio, interventi di dragaggio e pulizia non vengono ripetuti da anni. Inoltre, nel letto del Sarno sono presenti piloni di linee ferroviarie di Rete Ferroviaria Italiana, che limitano le operazioni di dragaggio rendendo più complessa la gestione del corso d’acqua.

A pesare sulla situazione è anche la forte impermeabilizzazione del suolo nei comuni attraversati dal fiume. In alcune aree, come San Marzano sul Sarno, edifici e strutture urbane sono stati realizzati molto vicino agli argini, riducendo la capacità naturale di assorbimento del terreno e aumentando il rischio di esondazioni durante piogge intense.

Per affrontare il problema, la Regione intende rafforzare il coordinamento con i comuni e le altre istituzioni, avviando un tavolo permanente di confronto con i sindaci del territorio. L’obiettivo è monitorare le criticità e pianificare interventi strutturali per ridurre il rischio di alluvioni e i danni economici legati agli eventi estremi.

Redazione

Sito di informazione. Servizi giornalistici video e testuali 24 ore su 24 dall'Agro Nocerino Sarnese, Area Vesuviana, Monti Lattari, Valle dell'Orco e Valle Metelliana e Salerno Nord.