La Corte d’Appello di Salerno ha confermato la condanna a tre anni di reclusione per una coppia di coniugi di Pisciotta, ritenuti responsabili di circonvenzione di persona incapace.

Secondo quanto emerso nel processo, tra il 2016 e il 2017 i due avrebbero sottratto circa 23mila euro a un 50enne con ritardo cognitivo. L’uomo lavorava gratuitamente nel loro negozio di ortofrutta nel Cilento e sarebbe stato manipolato dalla titolare dell’attività. Approfittando della sua fragilità e di un’infatuazione nei suoi confronti, la donna si sarebbe fatta consegnare più volte del denaro che la vittima prelevava di nascosto dalla cassaforte di famiglia custodita dalla madre anziana.

La decisione dei giudici

Il raggiro è stato scoperto dai fratelli del 50enne, insospettiti dal consistente ammanco di denaro. Di fronte alle contestazioni, lo stesso uomo ha ammesso di aver consegnato le somme alla donna.

I giudici salernitani hanno quindi confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Vallo della Lucania, respingendo l’eccezione della difesa che metteva in dubbio la capacità della vittima di testimoniare.

Secondo la Corte, il deficit cognitivo non ha compromesso l’attendibilità delle sue dichiarazioni, ritenute incompatibili con la costruzione di una “menzogna coerente”.

La sentenza impone inoltre ai coniugi la restituzione delle somme sottratte e il risarcimento integrale dei danni in favore dei familiari della vittima, costituiti parte civile nel processo.

Redazione

Sito di informazione. Servizi giornalistici video e testuali 24 ore su 24 dall'Agro Nocerino Sarnese, Area Vesuviana, Monti Lattari, Valle dell'Orco e Valle Metelliana e Salerno Nord.