Momenti di terrore nella serata di ieri a Pieve di Soligo in Veneto, dove una brutale rapina in villa si è consumata intorno alle 21 nella zona del Padean.
Vittima dell’assalto un dentista 59 enne, aggredito e picchiato davanti alla moglie e ai figli da un commando composto da almeno tre malviventi armati.
Il professionista è stato costretto a ricorrere alle cure dell’ospedale dopo una violenta colluttazione con uno degli aggressori.
Ha riportato diverse ferite lacero-contuse al volto e alla testa, oltre alla frattura del naso. La scena si è consumata sotto gli occhi della famiglia: in casa erano presenti la moglie e due dei tre figli, di 17 e 19 anni, rimasti profondamente scossi dall’accaduto.
Secondo la ricostruzione dei fatti, i banditi — con il volto travisato e vestiti di nero — si sarebbero presentati alla porta dell’abitazione battendo con forza. Il rumore avrebbe attirato il figlio maggiore della coppia che, ignaro della situazione, ha aperto l’ingresso permettendo ai malviventi di fare irruzione.
Una volta dentro, i rapinatori hanno minacciato la famiglia con coltelli e, almeno uno di loro, anche con una pistola, costringendo Bubola ad aprire la cassaforte. Durante i concitati momenti è scoppiata una violenta colluttazione tra il dentista e uno dei malviventi. Il 59enne ha avuto la peggio ed è stato costretto a consegnare denaro e gioielli custoditi in casa.
Il bottino complessivo ammonterebbe a circa 15mila euro tra contanti e preziosi in oro.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Vittorio Veneto e della stazione di Pieve di Soligo sono scattate immediatamente dopo la segnalazione al 112. L’attività investigativa ha portato già nelle prime ore della notte a un primo risultato.
Intorno alle 3.30, i militari hanno individuato e fermato un giovane di 20 anni, già noto alle forze dell’ordine, mentre si trovava alla guida di un’autovettura. Con lui viaggiava un altro ragazzo, al momento ritenuto estraneo alla vicenda.
Durante la perquisizione i carabinieri hanno rinvenuto circa 14mila euro in contanti, nascosti nei pantaloni del giovane, oltre a un coltello da cucina di cui non ha saputo giustificare il possesso. Il sospettato presentava inoltre tumefazioni al volto compatibili con quelle descritte dalla vittima durante la colluttazione.
Alla luce degli elementi raccolti, il 20enne è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata in concorso con ignoti e trasferito nel carcere di Santa Bona, a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. Proseguono intanto le ricerche degli altri componenti del commando.
In mattinata è rientrato a casa anche il terzo figlio del dentista, che non era presente al momento dell’assalto. «Stanno bene ma sono molto traumatizzati – ha raccontato ai giornalisti –. Si sono trovati davanti persone con un coltello alla gola. È una situazione terribile».
Il giovane ha sottolineato lo shock vissuto dalla famiglia: «È assurdo pensare che alle nove di sera non si possa aprire la porta di casa per paura di trovarsi davanti tre uomini pronti a minacciarti e a derubarti».
Nel pomeriggio è tornato a casa anche il dentista 59 enne, dimesso dall’ospedale dopo una notte trascorsa in osservazione. Il professionista ha ringraziato le forze dell’ordine per la rapidità dell’intervento.
«I carabinieri sono arrivati subito ed è stato fondamentale – ha raccontato –. È stata un’esperienza molto brutta. Ho reagito d’istinto, per sopravvivenza. Erano tre persone molto aggressive, vestite di nero e con il volto coperto. Abbiamo temuto seriamente per la nostra incolumità».
Secondo la moglie del dentista, i rapinatori non sembravano professionisti ma piuttosto «balordi, forse sotto l’effetto di sostanze». Resta però il trauma per i figli che hanno assistito alla scena.
«Sembrava una scena da film – ha aggiunto il professionista–. Siamo talmente abituati a vedere la violenza in televisione che sembra quasi irreale, finché non ti capita davvero».
Dopo la chiamata al 112, le pattuglie dei carabinieri sono arrivate sul posto nel giro di dieci minuti. I residenti della zona sono rimasti all’esterno delle abitazioni per oltre due ore per consentire i rilievi investigativi all’interno della villa, dove sono state trovate numerose tracce di sangue e altri elementi utili alle indagini.
Le ricerche degli altri due componenti della banda sono ora in corso.























