La carenza di medici di famiglia diventa sempre più critica lungo tutto lo Stivale, con oltre 5.700 studi vacanti in 18 regioni. Una situazione che colpisce duramente anche la Campania, dove si contano circa 300 zone carenti non assegnate, soprattutto nelle aree periferiche e interne.

Nonostante l’ingresso di circa 400 nuovi medici da marzo, il turn over legato ai pensionamenti continua a pesare: solo in Campania si registrano oltre mille uscite negli ultimi anni. Il risultato è un sovraccarico crescente per i professionisti in attività, con medici che arrivano a seguire fino a 1.500 pazienti, ben oltre il limite ottimale.

Secondo i dati della Fondazione GIMBE, tra il 2019 e il 2024 in Italia si sono persi oltre 5.000 medici di medicina generale, mentre entro il 2028 sono previsti più di 8.000 pensionamenti. Un quadro aggravato dal calo delle nuove leve e da una programmazione ritenuta insufficiente.

“La carenza dei medici di medicina generale è un problema diffuso e legato a un mancato ricambio generazionale”, ha spiegato Nino Cartabellotta, sottolineando come sempre più cittadini, soprattutto anziani e fragili, fatichino a trovare un medico vicino casa.

Per rispondere all’emergenza, in Campania si punta sulle Aft (Aggregazioni funzionali territoriali), reti di medici che condividono dati e servizi per garantire una maggiore copertura assistenziale. Strutture che rappresentano uno dei pilastri della sanità territoriale e che saranno integrate con le future Case di Comunità previste dal Pnrr.

Resta però alta la preoccupazione: tra difficoltà di accesso ai servizi, aumento della popolazione anziana e carichi di lavoro sempre più pesanti, il sistema della medicina di base rischia di diventare uno degli anelli più fragili della sanità pubblica.

Redazione

Sito di informazione. Servizi giornalistici video e testuali 24 ore su 24 dall'Agro Nocerino Sarnese, Area Vesuviana, Monti Lattari, Valle dell'Orco e Valle Metelliana e Salerno Nord.