Sono 24 i rinvii a giudizio disposti dal gup Brigida Cavasina nell’ambito dell’inchiesta su una presunta maxi frode fiscale da circa 60 milioni di euro, coordinata dalla Procura di Salerno e dalla Guardia di Finanza.

Al centro delle indagini un sistema illecito legato all’indebito accesso ai crediti d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno, che secondo gli inquirenti sarebbe stato coordinato dall’imprenditore Concordio Malandrino, residente a Dubai.

L’operazione, denominata “Blockchain”, aveva già portato nei mesi scorsi a misure cautelari nei confronti di diversi indagati.

Parallelamente, nello stesso procedimento, Gennaro Pisa e Vincenzo Paparo sono stati assolti con formula piena dall’accusa di elusione delle misure di prevenzione.

Il caso entra ora nella fase dibattimentale, dove verranno accertate le eventuali responsabilità penali in una delle più rilevanti inchieste fiscali recenti sul territorio salernitano.

Redazione

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