Barboncini rinchiusi tra escrementi e urina, cuccioli trasportati illegalmente lungo le autostrade e allevamenti abusivi pubblicizzati sui social. È il quadro emerso nelle ultime settimane da una serie di operazioni delle forze dell’ordine, che hanno portato al sequestro di oltre 300 cani in tutta Italia, con il coinvolgimento dell’Ente Nazionale Protezione Animali.
Il caso in Campania
Tra le operazioni più rilevanti, anche un intervento in Campania, dove a Napoli è stato scoperto un canile abusivo con 26 barboncini toy detenuti in condizioni irregolari.
Un episodio che conferma come il fenomeno non riguardi solo il Nord Italia, ma sia radicato anche nel territorio campano, dove la domanda di cuccioli di razza continua ad alimentare un mercato parallelo.
Sequestri in tutta Italia
Le attività hanno interessato diverse zone del Paese, tra cui Verona, Treviso, Firenze e la Toscana. Tra i casi più significativi:
- 18 barboncini sequestrati tra Thiene e Schio
- 98 barboncini e 6 molossoidi in un allevamento abusivo in Toscana
- altri 96 cani recuperati in una seconda operazione nella stessa regione
- 20 cuccioli intercettati a Verona
- 20 cuccioli fermati sull’autostrada A4 nei pressi di Treviso
Numeri che delineano un fenomeno organizzato e diffuso su larga scala.
Animali in condizioni estreme
Particolarmente grave la situazione riscontrata in alcuni allevamenti, dove i cani vivevano in ambienti insalubri, tra sporcizia e aria irrespirabile.
Molti animali presentavano dermatiti, infezioni, parassiti e patologie mai curate. In diversi casi sono stati riscontrati tumori e altre gravi condizioni cliniche.
Cure e riabilitazione
Gli animali sequestrati sono ora affidati a veterinari e volontari. Per molti di loro sarà necessario affrontare interventi chirurgici e lunghi percorsi di recupero, anche dal punto di vista comportamentale.
Molti cuccioli, infatti, non sono mai stati socializzati e mostrano paura e diffidenza verso l’uomo.
Un business illegale
Alla base del fenomeno c’è un giro d’affari milionario. I cuccioli vengono spesso acquistati nei Paesi dell’Est Europa a basso costo e rivenduti in Italia a cifre molto più alte.
Il tutto senza garanzie sanitarie: animali troppo piccoli, senza vaccinazioni e trasportati in condizioni precarie.
L’appello
L’Enpa parla di una realtà sommersa: “I sequestri rappresentano solo una parte del fenomeno”.
Da qui l’invito ai cittadini a fare scelte consapevoli, evitando acquisti impulsivi e valutando l’adozione nei canili, dove molti animali attendono una famiglia.






















