Non un rifugio improvvisato, ma una residenza di lusso affacciata sul mare della Costiera Amalfitana. È qui, a Vietri sul Mare, che Roberto Mazzarella aveva scelto di trascorrere la sua latitanza.
Il boss viveva in un resort esclusivo, dal valore di circa mille euro a notte, dotato di ogni comfort: camere con bagno privato, cucina attrezzata, solarium e accesso diretto al mare. Quando i carabinieri hanno fatto irruzione all’alba, l’ambiente raccontava una permanenza stabile, più simile a una vacanza di lusso che a una fuga.
A colpire gli investigatori sono stati i dettagli: in cucina dolci pasquali di alta pasticceria, tra cui prodotti firmati Iginio Massari, e carne selezionata per il pranzo di Pasquetta. Nelle stanze trovati anche tre orologi Rolex, circa 20mila euro in contanti, documenti falsi e appunti di contabilità.
Secondo gli inquirenti, la latitanza si basava su un sistema organizzato: comunicazioni ridotte al minimo, spostamenti controllati e una rete di familiari e fidati collaboratori. Un equilibrio tra invisibilità e alto tenore di vita che ha permesso a Mazzarella di restare nascosto per mesi senza rinunciare al comfort.
Il blitz ha interrotto questa routine, mettendo fine a una fuga costruita tra discrezione, protezioni e lusso. Un quadro che racconta anche l’evoluzione della criminalità organizzata: meno visibile, ma sempre più radicata e capace di muoversi tra risorse economiche e strategie sofisticate.























