Nuovo capitolo giudiziario nell’inchiesta sul patto tra cosche dell’Agro nocerino-sarnese. Su disposizione della Corte di Cassazione, quattro imputati torneranno davanti alla Corte d’Appello di Salerno per un nuovo giudizio.

Si tratta di Anthony Acquaviva, già condannato a 7 anni (12 in continuazione con altre sentenze), dell’ex boss e collaboratore di giustizia Rosario Giugliano (9 anni e 8 mesi nei precedenti gradi di giudizio), del pentito scafatese Raffaele Carrillo (annullata la condanna a 5 anni e 6 mesi) e di Salvatore Giglio, condannato in Appello a circa 10 anni.

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, aveva fatto luce su un sistema criminale radicato tra Pagani e Poggiomarino, legato ai clan Fezza-De Vivo clan e al gruppo facente capo a Giugliano.

Al centro dell’inchiesta un vero e proprio accordo tra cosche per la gestione di estorsioni, traffico di droga e usura, con ramificazioni anche nell’area industriale di Nocera Inferiore e in altri comuni dell’Agro, come riportato da “Le Cronache”.

Secondo quanto ricostruito nelle sentenze precedenti, il “sistema” prevedeva l’imposizione di una sorta di tassa sulle piazze di spaccio, oltre al controllo delle attività economiche tramite estorsioni e intestazioni fittizie di beni. Tra i reati contestati, a vario titolo: associazione mafiosa, tentato omicidio, detenzione di armi, riciclaggio e favoreggiamento.

La Suprema Corte ha disposto un nuovo giudizio per i quattro imputati, ritenendo necessari ulteriori approfondimenti su alcuni aspetti della vicenda. Il procedimento torna quindi in Appello, dove sarà rivalutata la posizione degli indagati alla luce delle indicazioni della Cassazione.

Redazione

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