C’è ancora tempo per usufruire del bonus dedicato alle gite scolastiche. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti confermato la possibilità di utilizzare anche per il 2026 le risorse già stanziate negli anni precedenti, ma non ancora impiegate dalle scuole.
Non si tratta di nuovi finanziamenti, bensì di una proroga dei fondi introdotti nel 2023 per sostenere gli studenti provenienti da famiglie in difficoltà economica, favorendo la partecipazione ai viaggi d’istruzione.
Più autonomia alle scuole
La novità principale riguarda i criteri di assegnazione. Rispetto al passato, non esistono più limiti ISEE rigidi imposti a livello nazionale. Saranno infatti le singole scuole, attraverso il Consiglio d’istituto, a stabilire modalità e requisiti per distribuire i contributi.
Una scelta che punta ad adattare il bonus alle reali esigenze degli studenti, superando i vincoli che in passato avevano limitato fortemente le richieste.
Quanto vale il bonus
Il contributo resta fino a un massimo di 150 euro per studente. La somma può essere utilizzata per coprire, in tutto o in parte, i costi delle gite scolastiche, che negli ultimi anni sono aumentati sensibilmente.
L’erogazione non avviene direttamente alle famiglie, ma tramite la scuola, che può scegliere tra:
- sconto diretto sulla quota del viaggio
- rimborso delle spese già sostenute
In alcuni casi, grazie alla maggiore flessibilità, il contributo potrebbe coprire anche l’intero costo della gita.
Perché è importante
Con viaggi che possono arrivare anche a 500 euro per studente, il bonus rappresenta un supporto concreto per evitare che ragazzi e ragazze rinuncino a esperienze formative fondamentali per la crescita personale e sociale.
Attenzione ai fondi inutilizzati
Le scuole hanno però un limite: le risorse non utilizzate entro i tempi previsti devono essere restituite allo Stato. In particolare, i fondi non impiegati per tre anni consecutivi vengono revocati e riassegnati.
Per questo motivo, l’invito è a utilizzare le risorse disponibili, evitando sprechi e garantendo il massimo accesso possibile agli studenti.
























