Nuovo capitolo nella vicenda del Castello delle Cerimonie, struttura simbolo di Sant’Antonio Abate finita al centro di una lunga battaglia giudiziaria. Dopo la notifica dell’ordinanza di sgombero, la difesa di Concetta Polese rilancia con una doppia iniziativa tra Corte di Cassazione e Corte d’Appello di Roma.

L’avvocato Dario Vannetiello ha annunciato nuovi ricorsi, mentre per Agostino Polese si muovono i legali Veronica Paturzo e Andrea Castaldo. La Suprema Corte ha già fissato al 9 luglio l’udienza per discutere le istanze, con l’obiettivo di ottenere l’annullamento della dichiarazione di inammissibilità della precedente richiesta di revisione.

Al centro della strategia difensiva c’è la contestazione del reato di lottizzazione abusiva. Secondo i legali, nel procedimento originario non sarebbe stato accertato né il reale carico urbanistico né l’impatto delle opere realizzate. Un elemento che, se riconosciuto, potrebbe incidere sull’intero impianto accusatorio che ha portato alla confisca della struttura.

Parallelamente, è stata depositata una nuova richiesta di revisione della sentenza emessa dal Tribunale di Torre Annunziata nel 2016, fondata – secondo la difesa – su otto nuove prove tra atti, consulenze e documentazione tecnica. Un altro punto chiave riguarda la prescrizione: i legali sostengono che il reato fosse già estinto prima dell’avvio del processo.

Il caso resta dunque aperto su più fronti. Intanto, tra i lavoratori e sul territorio cresce l’attesa per una decisione che potrebbe segnare il futuro definitivo di una delle strutture più note della Campania, resa celebre anche da eventi e presenze illustri come quella di Diego Armando Maradona.

Redazione

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