C’è stato un tempo in cui gli acquisti degli italiani erano influenzati quasi esclusivamente dagli spot pubblicitari televisivi. Sono subentrati poi altri numerosi canali di comunicazione che hanno relegato questi ultimi ad una parte più marginale. Le strategie si sono moltiplicate alla stregua delle modalità di promozione di prodotti, servizi e piattaforme di intrattenimento. Di fatto la rivoluzione vera, però, si sta strutturando da qualche mese ed è capitanata immancabilmente dall’intelligenza artificiale.

Lo scorso marzo la società internazionale di consulenza manageriale  McKinsey & Company ha pubblicato un report sul sentiment dei consumatori europei, rivelando che il 39,6% degli italiani ricorre al supporto dell’IA per effettuare gli acquisti. L’assistenza virtuale sarebbe un punto di riferimento nella comprensione delle caratteristiche del prodotto o del servizio desiderato.

Peraltro, l’impatto dell’AI sul settore è forte perché interviene ben oltre i tool come ChatGpt e Gemini. Gli algoritmi di dynamic pricing consentono di raccogliere dati sui concorrenti al fine di ricalibrare i prezzi per essere più appetibili agli occhi dei consumatori. Allo stesso modo si analizzano le campagne pubblicitarie per capire quali sono i trend vincenti per poi adottare soluzioni altrettanto valide, favorendo così il brand nelle quali sono implementate.

Va da sé che anche i social, soprattutto con il boom del fenomeno degli influencer e dei creator digitali, hanno orientato le scelte dei consumatori in modo significativo, spaziando dal settore della moda fino a quello del gaming online. Si tratta, anzi, di una pratica che è stata di recente oggetto di regolamentazione. Infatti, l’AGCOM ha approvato le Linee Guida ed il Codice di Condotta per gli influencer al fine di rendere le comunicazioni commerciali più trasparenti e prevenire la propagazione di fake news.

Con la molteplicità dei canali a disposizione, si è alzata anche la soglia dell’attenzione degli utenti, sempre più attenti alla sicurezza e alla legalità delle piattaforme digitali. Questo approccio analitico investe l’intero settore dei servizi online.

Se per lo shopping tradizionale ci si affida a piattaforme generaliste come Trustpilot, il discorso cambia per i settori ad alta regolamentazione. Ad esempio, nel comparto del gaming online, gli utenti consultano guide specializzate per verificare i casino ADM legali in Italia, preferendo l’analisi di esperti alla pubblicità diretta. Lo stesso livello di cautela si ritrova nei comparatori tecnici di servizi finanziari, dove la trasparenza della piattaforma è il primo criterio di scelta.

Dunque, si prevede che da qui a breve il consumatore possa servirsi anche contemporaneamente di tutti questi strumenti, poiché è sempre più proteso a bilanciare i suggerimenti forniti dall’IA con fonti certificati ed indipendenti.

Redazione

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