Si complica il futuro della Sonrisa, la celebre struttura di Sant’Antonio Abate nota al grande pubblico come il “Castello delle Cerimonie”. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto la richiesta cautelare presentata dalla famiglia Polese contro la revoca delle licenze disposta dal Comune, confermando di fatto quanto già stabilito dal Tar della Campania.

La decisione rappresenta un duro colpo per i titolari della struttura, che speravano di mantenere attive le autorizzazioni per le attività alberghiere e di ristorazione almeno fino al giudizio definitivo. Dopo la confisca del complesso, l’amministrazione comunale aveva infatti proceduto alla revoca delle licenze, ritenuta legittima dai giudici amministrativi.

Con il rigetto della sospensiva viene meno anche la tutela temporanea che nelle scorse settimane aveva evitato effetti immediati sulla struttura. Il giudizio di merito davanti al Consiglio di Stato è stato fissato per novembre, ma il pronunciamento arrivato da Palazzo Spada avvicina concretamente lo scenario della chiusura.

Parallelamente resta aperto il fronte penale. Il prossimo 9 luglio la Corte di Cassazione sarà chiamata a esaminare l’istanza di revisione del processo per lottizzazione abusiva che ha portato, nel febbraio 2024, alla confisca definitiva del complesso.

La difesa sostiene che nuove prove dimostrerebbero l’insussistenza del reato oppure la sua prescrizione prima dell’avvio del procedimento. Una tesi che, se accolta, potrebbe riaprire completamente la vicenda giudiziaria.

I legali della famiglia Polese hanno inoltre presentato ulteriori richieste di revisione alla Corte d’Appello di Roma e un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Intanto cresce la preoccupazione tra dipendenti, collaboratori e imprese dell’indotto che gravitano attorno alla struttura. Per molti lavoratori, infatti, la Sonrisa rappresenta una fondamentale fonte di reddito oltre che una storica realtà del territorio.

In attesa delle prossime udienze, una cosa appare chiara: il Castello delle Cerimonie non è mai stato così vicino alla chiusura definitiva.

Redazione

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