Emergono i dettagli del decreto con cui il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, ha disposto lo scioglimento del Comune di Sarno per infiltrazioni della criminalità organizzata.
La decisione, adottata dopo il lavoro della Commissione d’accesso agli atti, fa riferimento ad accertate forme di ingerenza e condizionamento da parte della camorra, ritenute tali da compromettere l’imparzialità e il buon andamento dell’amministrazione comunale eletta nel giugno 2024.
Commissione straordinaria per 18 mesi
La gestione dell’ente è stata affidata per 18 mesi a una Commissione Straordinaria composta dal prefetto in quiescenza Raffaele Cannizzaro, dal viceprefetto Fulvia Zinno e dalla dirigente Plautilla Calvani, che eserciteranno le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale.
Il quadro delineato dalla Prefettura
Nel decreto si evidenzia come Sarno operi in un contesto territoriale storicamente segnato dalla presenza della criminalità organizzata nell’Agro nocerino-sarnese. Le indagini richiamano attività riconducibili ai clan locali, tra estorsioni, usura, traffico di droga e riciclaggio di denaro.
Secondo la relazione prefettizia, numerosi amministratori eletti nel 2024, compreso il sindaco, avrebbero presentato precedenti di polizia o rapporti di frequentazione e parentela con soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata. Analoghe situazioni sarebbero emerse anche tra alcuni dipendenti comunali.
Le presunte irregolarità
La Commissione d’accesso ha evidenziato numerose anomalie nella gestione amministrativa dell’ente.
Tra gli episodi contestati figurano:
- la concessione di un terreno comunale a un familiare di un presunto capo clan, con controlli ritenuti insufficienti;
- la nomina, poi revocata, di un congiunto dello stesso presunto boss nel Nucleo Indipendente di Valutazione, nonostante la mancanza dei requisiti richiesti;
- assunzioni considerate non coerenti con i principi di trasparenza e imparzialità;
- affidamenti diretti ripetuti nel settore degli eventi pubblici alla stessa impresa, senza adeguata rotazione;
- la concessione di un’area mercatale a una società riconducibile a parenti di soggetti pregiudicati;
- affidamenti relativi alla manutenzione del verde ritenuti economicamente sproporzionati.
Urbanistica sotto la lente
Particolare attenzione viene riservata anche alle scelte urbanistiche.
Secondo il decreto, una variante al Piano Urbanistico Comunale approvata nel 2025 avrebbe favorito alcuni amministratori o loro familiari, proprietari di terreni ricadenti nelle aree interessate dalle modifiche.
La relazione richiama inoltre presunti ritardi nei controlli su abusi edilizi riconducibili a familiari di un presunto esponente del clan locale e rapporti ritenuti significativi tra l’amministrazione e alcuni imprenditori sostenitori della maggioranza.
Le conclusioni della relazione
Nelle conclusioni, la Prefettura descrive un quadro caratterizzato da una gestione amministrativa definita opaca e fortemente personalistica, ritenendo integrati i presupposti previsti dalla legge per lo scioglimento del Comune.
Secondo il provvedimento, gli elementi raccolti avrebbero evidenziato una situazione di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata, rendendo necessario l’intervento dello Stato attraverso il commissariamento dell’ente.






















