Pompei è la destinazione più desiderata dai turisti statunitensi per l’estate 2026. A rivelarlo sono i dati pubblicati da Daytrip, che inseriscono il celebre parco archeologico campano al primo posto nella classifica delle dieci tappe europee più richieste dai viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti.
Un risultato che conferma l’attrattività internazionale del sito archeologico, capace di superare mete storiche e paesaggistiche di Paesi come Portogallo, Repubblica Ceca, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Inghilterra e Slovacchia.
A rendere Pompei una delle destinazioni più amate è il suo straordinario patrimonio storico. L’antica città, sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., continua a raccontare la vita quotidiana di duemila anni fa attraverso edifici, strade e monumenti perfettamente conservati.
Tra i luoghi più visitati figurano il Foro, le Terme Stabiane, il celebre Lupanare, noto per gli affreschi ancora visibili, la Casa del Fauno, una delle dimore più importanti dell’antica città, e la Villa dei Misteri, famosa per il ciclo pittorico dedicato ai riti misterici.
Molto apprezzata anche la passeggiata lungo Via dell’Abbondanza, dove è possibile osservare botteghe, fontane, taverne e abitazioni che restituiscono uno spaccato della quotidianità pompeiana. Numerosi visitatori proseguono poi il percorso fino all’Anfiteatro romano, tra i più antichi del mondo, e all’Orto dei Fuggiaschi, dove i calchi delle vittime dell’eruzione rappresentano una delle testimonianze più emozionanti della tragedia.
Alle spalle di Pompei, la classifica di Daytrip vede al secondo posto Óbidos, in Portogallo, seguita da Český Krumlov, nella Repubblica Ceca, e da Mostar, in Bosnia ed Erzegovina.
Il Portogallo conferma il proprio momento positivo piazzando anche Coimbra e Aveiro nella top ten, mentre completano la graduatoria il Parco nazionale dei Laghi di Plitvice e Ston in Croazia, Stonehenge nel Regno Unito e Bratislava, capitale della Slovacchia.
Il primato conquistato da Pompei conferma il crescente interesse del turismo internazionale verso il patrimonio culturale italiano e rafforza il ruolo del sito archeologico come una delle principali porte d’accesso al turismo nel Mezzogiorno.























