Il sindaco di Scafati: «Non puntiamo il dito contro nessuno senza prove. Se ci sono scarichi irregolari, chi li effettua deve essere individuato e sanzionato»

«Sul fiume Sarno e sui suoi affluenti si è parlato e discusso. Troppo spesso, però, è mancato il coraggio di assumersi fino in fondo la responsabilità di intervenire. Questa volta abbiamo deciso di metterci la faccia».

Con queste parole il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, annuncia di aver trasmesso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore una nota-denuncia relativa agli episodi di cattivi odori e presunti scarichi che hanno interessato nelle ultime settimane il fiume Sarno, il Rio Sguazzatorio e il Controfosso Destro.

«Siamo arrivati al limite della sopportazione»

Secondo quanto denunciato dal primo cittadino, durante l’estate le esalazioni provenienti dai corsi d’acqua sarebbero tornate a essere particolarmente intense, creando disagi soprattutto per i cittadini residenti nelle aree urbanizzate a ridosso dei canali.

La nota inviata alla magistratura richiama, tra gli altri aspetti, la situazione del Rio Sguazzatorio, con la richiesta al Comune di Angri di intensificare i controlli sugli scarichi fognari nel tratto di propria competenza.

Al centro dell’attenzione anche il Controfosso Destro, che si sviluppa interamente nel territorio di Scafati, e i sopralluoghi effettuati negli ultimi giorni presso alcune industrie conserviere.

«Non vogliamo accusare nessuno senza prove»

Aliberti precisa però di non voler attribuire responsabilità prima degli accertamenti.

«Non vogliamo puntare il dito contro qualcuno senza prove, ma pretendiamo controlli e risposte», afferma il sindaco.

La richiesta rivolta alla Procura è dunque quella di verificare la situazione e accertare eventuali responsabilità. «Se ci sono scarichi irregolari, chi li effettua deve essere individuato e sanzionato. Se invece non ci sono responsabilità, lo si dimostri attraverso controlli seri e tempestivi».

«Abbiamo fatto quello che un Comune deve fare»

Il sindaco rivendica quindi la scelta di rivolgersi direttamente alla magistratura: «Per cinquant’anni nessuno ha avuto il coraggio di metterci davvero la faccia. Noi lo stiamo facendo».

E conclude: «Abbiamo fatto quello che un Comune deve fare, abbiamo segnalato e adesso lasciamo che siano gli organi competenti ad accertare la verità».

Redazione

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