La Funzione Pubblica Cgil Salerno torna ad accendere i riflettori sulla riorganizzazione dell’assistenza materno-infantile nel territorio a sud di Salerno. In una nota firmata dal segretario generale Capezzuto e dal coordinatore della Dirigenza Medica dell’Asl, Voza, il sindacato si rivolge al presidente della Regione Campania Fico e all’assessora alle Pari Opportunità Pecoraro, contestando le modalità con cui è stata assunta la decisione.

Al centro della polemica c’è il trasferimento temporaneo del punto nascita dell’ospedale di Battipaglia, previsto a partire da lunedì 17 agosto. Il servizio, attualmente sospeso, dovrebbe essere trasferito da Polla a Nocera Inferiore per un periodo indicato in circa 60 giorni.

«Scelta senza confronto»

Secondo la Cgil, si tratterebbe di una decisione assunta senza un preventivo confronto con le parti sociali, circostanza che, secondo il sindacato, desta particolare preoccupazione proprio per le ricadute che potrebbe avere sulla tutela della salute delle donne e dei bambini.

La richiesta è quindi quella di un approfondimento immediato della vicenda, anche alla luce delle difficoltà che starebbero già interessando il presidio di Polla.

Durante un’assemblea con il personale, tenutasi il 12 agosto, sarebbero infatti emerse criticità legate all’aumento dell’utenza. Secondo la ricostruzione della Cgil, il maggiore afflusso avrebbe evidenziato una dotazione ritenuta insufficiente sotto il profilo organico, strutturale e tecnologico.

«Polla va potenziato»

Per il sindacato, il problema principale sarebbe proprio la necessità di rafforzare il presidio di Polla, anziché trasferire ulteriormente il carico assistenziale verso altre strutture.

«Il punto nascita di Polla aveva e continua ad avere un disperato bisogno di essere potenziato», sostiene la Funzione Pubblica Cgil, evidenziando come le attuali condizioni renderebbero più complessa la gestione dell’utenza materno-infantile proveniente anche dal Dea di Battipaglia.

La scelta di trasferire il servizio a Nocera Inferiore, secondo la Cgil, rischierebbe inoltre di concentrarsi su una struttura che già registra volumi elevati di accessi.

La denuncia sul futuro della sanità nel territorio

Il sindacato legge quindi la vicenda all’interno di una questione più ampia e parla di una possibile «certificazione del disinvestimento nella sanità pubblica a sud del capoluogo».

La posizione della Cgil è netta: le criticità della rete ospedaliera e dell’assistenza materno-infantile dovrebbero essere affrontate e risolte prima di procedere a trasferimenti che, secondo il sindacato, rischiano semplicemente di spostare le difficoltà da un presidio all’altro.

Redazione

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