A sei mesi dalla scomparsa di Francesco Vorraro, la ricerca dell’imprenditore 58enne di Poggiomarino torna a concentrarsi sul Vesuvio. Gli investigatori hanno infatti avviato una nuova serie di verifiche nella zona nord del vulcano, con l’impiego dei cani molecolari del reparto specializzato di Firenze, addestrati alla ricerca di resti umani.
Le attività si sono concentrate nell’area compresa tra San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano, in particolare tra i terreni e le traverse di via Zabatta. I cani hanno perlustrato diverse aree rurali e isolate, comprese alcune zone difficilmente raggiungibili e le vicinanze di alcuni pozzi, già individuati dagli investigatori come possibili punti da verificare.
L’impiego delle unità cinofile specializzate rappresenta un nuovo passaggio nelle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Secondo l’ipotesi della Procura, Vorraro sarebbe morto dopo essere stato sequestrato e il suo corpo sarebbe stato successivamente occultato.
Quattro indagati
Nel registro degli indagati figurano Nunzio Mariano Avino, 33 anni, Luigi Fraschetti, 34, Elio Marchisiello, 34, e Gaetano Miranda, 32. A loro vengono contestati, a vario titolo, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dalla finalità mafiosa, morte come conseguenza di altro reato e occultamento di cadavere.
Si tratta, è doveroso precisare, di ipotesi accusatorie ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
L’inchiesta è coordinata dal pm antimafia Giuseppe Visone. Secondo la ricostruzione investigativa, l’imprenditore sarebbe stato attirato in una trappola e successivamente prelevato con la forza. Gli investigatori ipotizzano che possa essere morto nella stessa serata del presunto sequestro e che, successivamente, il cadavere sia stato fatto sparire. Alla base della vicenda ci sarebbero questioni economiche legate ad affari all’estero e una presunta richiesta estorsiva.
Le ricerche anche a Terzigno
Quella sul Vesuvio non è la prima operazione condotta per individuare il corpo di Vorraro. Nei giorni scorsi gli investigatori avevano concentrato l’attenzione anche sull’area di via Verdi, a Terzigno, dove erano intervenuti anche i sommozzatori per controllare alcuni punti ritenuti di interesse.
Ora le ricerche si spostano nuovamente nella zona vesuviana con il supporto dei cani molecolari. Gli animali stanno battendo le aree già individuate dagli investigatori, alla ricerca di eventuali tracce riconducibili alla presenza del corpo.
A sei mesi dalla scomparsa, il ritrovamento di Francesco Vorraro resta uno degli elementi centrali dell’inchiesta. Individuare il cadavere potrebbe infatti contribuire a chiarire le ultime ore dell’imprenditore e ricostruire cosa sia accaduto dopo il suo presunto rapimento.























