Dopo la chiusura avvenuta nel gennaio 2025, la mensa dedicata al beato Tommaso Maria Fusco potrebbe tornare presto a offrire un servizio alle persone più fragili della comunità di Pagani.
La struttura, attiva per quasi 13 anni e costretta a interrompere l’attività a causa dell’inagibilità dei locali del Carminello ad Arco, potrebbe trovare una nuova sede negli spazi dell’ex scuola dell’infanzia di via Criscuolo. Gli ambienti comunali, tuttavia, necessitano di interventi di ristrutturazione e adeguamento prima di poter ospitare nuovamente il servizio.
L’obiettivo: riaprire entro Natale
A guardare con fiducia alla possibilità di una riapertura è don Flaviano Calenda, parroco del Santissimo Corpo di Cristo, che per anni ha seguito direttamente la mensa. Nel periodo di piena attività il servizio arrivava a garantire pasti a circa 110 persone ogni giorno.
Il sacerdote ha incontrato Maria Cristina Caruso, componente della Commissione straordinaria del Comune di Pagani, per discutere della possibile destinazione dei locali di via Criscuolo alla mensa. L’obiettivo indicato è quello di poter riaprire entro il prossimo Natale, naturalmente compatibilmente con i tempi necessari per i lavori.
L’assistenza non si fermerebbe ai pasti
Il progetto, però, potrebbe assumere una dimensione ancora più ampia rispetto al passato. A sostegno dell’iniziativa è intervenuto anche Giuseppe Barone, presidente nazionale dell’Associazione No Aids Odv, realtà impegnata nel settore dell’assistenza alle persone in difficoltà.
L’attività di solidarietà già portata avanti sul territorio coinvolge circa 300 persone ogni mese, alle quali vengono distribuiti generi alimentari di prima necessità anche attraverso la collaborazione con il Banco Alimentare.
La futura struttura potrebbe diventare così un vero e proprio punto di riferimento per l’accoglienza. Tra le proposte avanzate da don Flaviano c’è infatti la creazione di una rete dedicata alle persone senza fissa dimora, con spazi destinati alle necessità primarie: una doccia, un cambio d’abiti, un eventuale posto letto e servizi di assistenza.
Per rendere concreto il progetto, il parroco ha rivolto un appello anche alle altre parrocchie della città, invitandole a mettere a disposizione strutture e risorse.
Dopo oltre un anno dalla chiusura, la mensa di Tommaso Fusco potrebbe dunque ripartire da una nuova sede e trasformarsi in un presidio ancora più ampio di solidarietà e accoglienza per le persone in difficoltà.























