È morta a 78 anni Emma Bonino, una delle figure più riconoscibili e influenti della storia politica italiana della Repubblica. La notizia è stata comunicata dal suo partito, +Europa.
Bonino era stata ricoverata d’urgenza a Roma nei giorni scorsi a causa di un peggioramento delle condizioni respiratorie. Dopo il ricovero al Santo Spirito e il passaggio in terapia intensiva, era stata trasferita in una struttura privata. Le sue condizioni erano rimaste delicate.
La sua storia politica affonda le radici negli anni Settanta, quando divenne una delle principali protagoniste delle battaglie radicali per i diritti civili, in particolare quelle per il divorzio e per la legalizzazione dell’aborto. Nel 1974 fu arrestata dopo aver dichiarato pubblicamente di aver fatto ricorso a un aborto clandestino, contribuendo a portare il tema al centro del dibattito pubblico italiano.
Nel corso dei decenni Bonino avrebbe esteso il proprio impegno ben oltre i confini italiani, occupandosi di diritti delle donne, lotta alla pena di morte, fame nel mondo, mutilazioni genitali femminili e tutela dei diritti umani.
Parallelamente all’attivismo, arrivò una lunga esperienza nelle istituzioni. Fu eletta più volte in Parlamento, ricoprì incarichi nel governo italiano e al Parlamento europeo e, tra il 1995 e il 1999, fu commissaria europea. Nel 2013-2014 fu ministro degli Esteri del governo guidato da Enrico Letta.
Per anni il suo nome è stato inoltre accostato alla Presidenza della Repubblica. Alla fine degli anni Novanta Bonino lanciò pubblicamente la propria candidatura al Quirinale attraverso una campagna divenuta celebre anche per il modo ironico con cui giocava sulla questione di genere.
Nel 2015 le era stato diagnosticato un tumore al polmone. Negli anni successivi aveva affrontato la malattia continuando la propria attività politica e pubblica; nel 2023 aveva dichiarato di averla superata. Il recente ricovero, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dai medici, era invece legato a un aggravamento della funzionalità respiratoria e non era stato collegato a una recidiva oncologica.
Con la sua scomparsa se ne va una personalità che per oltre mezzo secolo ha attraversato la politica italiana, spesso da posizione controcorrente, diventando una figura centrale delle battaglie per le libertà individuali e dei diritti civili.
Una protagonista della Repubblica che ha segnato profondamente il dibattito politico italiano, dentro e fuori le istituzioni.
























